Gli Skuma si formano a Roma nel 2003 , ma sono attivi dal 2006 con la seguente line-up: Molla alla voce, Bruno alla chitarra, Palumbo al basso e Drastiko alla batteria. Con la nuova formazione collezionano una trentina di date in meno di 10 mesi, proponendo nei piccoli club della capitale e non canzoncine che raramente durano più di 2 minuti, caratterizzate da ritmiche veloci ed incalzanti, distorsioni punk e melodie pop. In un giorno di maggio 2006 gli Skuma incidono "Nerveux Kebab", cd-demo contenente 10 pezzi registrati in presa diretta guadagnando recensioni favorevoli e passaggi in radio. Nel 2008 aprono i concerti romani degli inglesi The Others e dei neozelandesi The Brunettes. Sempre nello stesso anno vincono il Black Out Fest di Prato, vittoria che permette agli Skuma di esibirsi nella serata finale della manifestazione in compagnia di Verdena e Jennifer Gentle. Il 27 marzo 2009 è uscito su etichetta Ufo-Hi Fi il primo album della band "Non ho mai imparato il sudoku", registrato a Roma da Danilo Silvestri e Marco Resovaglio e masterizzato a Chicago da Carl Saff, disco che verrà distribuito da Goodfellas.
ChampagneMonroe, TheNewShitCommercialVersion, Northwinds, UrgeNicotina, TotalMerda, Nurse, Par.sec, TheAllPanda, Sospesoa, Melidia, Masoko, SleepingWithAntares, BlackCircusTarantula, Musashi, ThemPhilosophy, Doomraiser,PintaFacile, BedTimeForCharlie, BloodPressureMachine, BettyBoom, TheLapsus, LaserTag, Atari, Turturros, BorgoAntico, Papel, Pipers, Schokolade, TheBonnieParkers, Soundsick, CaptainMantell, MiaWallace, Camion, MontecarloFire, SerialDrinkers, LeCosePerse, Shine, ABoyWithGlasses, Onirica, CaroteSbriciolate, Loud!Saturday, LazyGun, SoulOfTheCave, Karak, MartinArtaud, TheBoneMachine, MyRadioBoy, LaRoutine, MalloryKnox, Unsaid, TheOthers, VodkaCola, Margot, TheVickers, IleniaVolpe, TheBrunettes, JustDogs, JenniferGentle, Sans Plaque, Dilatazione, BabyBlue, Muriel, DeadRiver, Curafanta, CptNice, Avvolte, SunglassesAfterDark, WinterBeachDisco, SeventyReason, SinistriIncontri, JohnFante, AlbertoBoni, Uscita17..
* 20/05/04 Prc Guevara - Roma *
24/06/04 C.A.G. – Fabriano (An) *
27/08/04 Musiconda – Loreto (An) *
27/10/04 Sonica – Roma *
07/11/04 Trecentosessantagradi – Roma *
27/11/04 Trecentosessantagradi - Roma *
13/12/04 Alpheus - Roma *
* 06/01/05 Csoa - Moricone (Rm) *
04/02/05 Trecentosessantagradi – Roma *
10/03/05 One Fuego - Roma *
11/04/05 La Biga – Roma *
01/06/05 Circolo Arci - Fabriano (An) *
16/09/05 Prc Guevara - Roma *
18/12/05 Locanda Atlantide - Roma *
* 13/03/06 Coetus - Roma *
01/04/06 Mentelocale – Palestrina (Rm) *
27/04/06 Excalibur – Ariano Irpino (Av) *
29/04/06 Club Zero – Roma *
18/05/06 Coetus – Roma *
19/05/06 Trecentosessantagradi – Roma *
24/05/06 Hard Rock Cafè – Roma *
14/06/06 Traffic – Roma *
15/06/06 Murata Street Sound Festival Semifinale– Arce (Fr) *
18/06/06 Murata Street Sound Festival Finale – Arce (Fr) *
01/09/06 Traffic – Roma *
22/10/06 Traffic – Roma *
28/10/06 Alkatraz – Fiumicino (Rm) *
06/11/06 Trecentosessantagradi – Roma *
30/11/06 Traffic – Roma *
01/12/06 Jungle Club – Roma *
21/12/06 Alpheus – Roma *
* 12/01/07 Escopazzo – Roma *
19/01/07 Trecentosessantagradi – Roma *
02/02/07 Mamamù – Napoli *
09/02/07 Classico Village – Roma *
11/02/07 Jailbreak – Roma *
14/02/07 Linux – Roma *
15/02/07 Linux – Roma *
16/03/07 Zoobar – Roma *
23/03/07 Escopazzo – Roma *
27/03/07 Lettere Caffè – Roma *
06/04/07 Trecentosessantagradi – Roma *
19/04/07 Jungle Club – Roma *
21/04/07 Dissesto Musicale – Tivoli Terme (Rm) *
28/04/07 Defrag – Roma *
05/05/07 Open Day – Ariano Irpino (Av) *
07/05/07 Sinister Noise – Roma *
11/05/07 Trecentosessantagradi – Roma *
20/05/07 Angel’s Beer - Roma *
23/05/07 Sinister Noise – Roma *
08/06/07 Cultura Estate Festival – Fontenuova (Rm) *
26/06/07 Prc Guevara – Roma *
20/10/07 Angel’s Beer – Roma *
27/10/07 Dissesto Musicale – Tivoli Terme (Rm) *
17/11/07 56th Street – Roma *
09/12/07 Traffic – Roma *
22/12/07 Trecentosessantagradi – Roma *
* 05/01/08 Big Bang – Roma *
17/01/08 Sinister Noise – Roma *
25/01/08 48 – Roma *
30/01/08 Jailbreak – Roma *
22/02/08 Dionysos Rock Pub – Roma *
14/03/08 Nomad – Ariano Irpino (Av) *
20/03/08 Mads – Roma *
11/04/08 Trecentosessantagradi – Roma *
12/04/08 Capanno Black Out – Prato *
22/04/08 Traffic – Roma *
16/05/08 Be Bop – Firenze *
29/05/08 Ies Tv – Live + Intervista *
31/05/08 Mads – Roma *
22/06/08 Black Out Fest – Prato *
19/07/08 Ufo Hi Fi Festival – La Sapienza – Roma *
09/08/08 Oasi Montana – Arquata del Tronto (Ap) *
06/09/08 Music Village – Simeri (Cz) *
19/09/08 Spazio Zero Village – Roma *
21/09/08 Festa di Liberazione – Roma *
17/10/08 Init - Roma *
* 27/03/09 Trecentosessantagradi *
10/04/09 Skylab Stardust - Terni *
24/04/09 Dionysos Rock Pub - Roma *
01/05/09 Auditorium - Orsara di Puglia (Fg) *
02/05/09 Help from Rock - Vico del Gargano (Fg) *
19/05/09 Contestaccio - Roma *
11/06/09 Università Tor Vergata - Roma *
16/07/09 Heineken Tank Fest - Stimigliano (Ri) *
17/07/09 Rebel - Ariano Irpino (Av) *
18/07/09 Cave Rock Festival - Grottaminarda (Av) *
30/07/09 Stabilimento Amanusa - Ostia (Rm) *
31/07/09 Eqofestival - Cassino (Fr) *
'Non Ho Mai Imparato Il Sudoku' e' un'ottimo biglietto di presentazione per gli Skuma, band che riesce con disinvoltura a mescolare svariate influenze musicali, e cosa ancora piu' difficile, riesce a farlo preferendo la lingua di Dante al piu' ovvio e facile inglese.
Il suono generale del disco si rifa' ampiamente a quella che viene definita (uso il termine con riluttanza, ma rende l'idea) la nuova scena indie britannica: sonorita' dal sapore low fi, chitarre acide e ritmi alquanto danzerecci.
Un ascolto piu' approfondito rivela anche una forte influenza - sia stilistica che attitudinale - del punk rock ('77, ma anche anni '90) ed anche qualche vaga ombra di post rock alla The Veils o Minus The Bear a rendere la formula ancora piu' originale.
Il tutto e' condito da testi ironici ed intelligenti cantati in italiano, ed interpretati con convinzione e con un pizzico di teatralita', che ne accentua ancora di piu' la vena goliardica.
Non Ho Mai Imparato Il Sudoku e' decisamente una ventata d'aria fresca nel panorama musicale italiano, in cui pare non si senta altro che imitazioni nello stile e nel look delle next big thing internazionali di turno, riproposte nella nostra lingua.
E' vero che gli Skuma propongono un genere musicale che ha forti connotati oltralpe ed origini stilistiche tutt'altro che italiane, ma a loro va il merito di aver saputo annotare la ricetta, prendere il meglio degli ingredienti e di aver prodotto musica dai connotati piu' italiani di quanto si possa pensare, grazie sopratutto all'attitudine con cui tutto il lavoro e la band stessa vengono presentati! (Andy Wiser PUNK4FREE.ORG)
Primo disco ufficiale per gli Skuma from Roma, dopo un demo di qualche anno fa che già lasciava intravedere ottime cose e da cui hanno ripreso e riarrangiato circa la metà dei pezzi. Primo disco, dicevamo, ma il risultato è già quello di una band navigata facente parte della sempre più esigua schiera dei "gruppi che hanno qualcosa da dire", tra powerpop, punkrock, new wave e altra roba che non vi sto qui a dire gli Skuma hanno creato un sound col loro marchio di fabbrica..pensate ad un cantante con la voce dei Baustelle ed il cervello di Donatella Rettore, riff che ti scavano maliziosamente nell'encefalo, una tastierina retròmosex ed una sezione ritmica che rende il tutto più cattivo. Non c'avete capito un cazzo, nevvero? Meglio, perchè invece di sprecare il vostro tempo su sto sito del cazzo fareste meglio ad andare sotto casa di questi ragazzi portandovi degli striscioni con scritto TVUKDB da far invidia alle ragazzettesciaquette di TRL. Tornando al disco, vi dirò ancora che i testi sono tra le cose migliori sentite negli ultimi anni, tanto assurdi e improbabili da risultare sensati; i minuti che ci concedono sono purtroppo solo 27 ma il finale è grandioso con la cover di "Fotoromanza" in cui prendono Gianni Nannini, la denudano (brrrrr) le infilano un chiodo e la lanciano sulla tavola da surf. Portate la ragazza che vi fa battere il cuore ad un loro concerto e se non scatta la limonata dovreste iniziare a pensare a trovarvi un lavoro come prete, che almeno avete uno stipendio garantito visto che occasioni migliori per accoppiarvi non ve ne capiteranno. Ascoltatemi, ASCOLTATELI, ballate e procreate. (Sig. Staypunk STAYPUNK.IT)
Lacuna marginale e poco importante quella di non aver imparato a completare un sudoku se in compenso si è capaci di sfornare un album così!
La prima uscita degli Skuma, eclettico quartetto romano, è una vera e propria esperienza, un viaggio, fra sonorità, influenze, storie di ordinaria follia e tanto altro.
Difficile etichettarli ed incasellarli in un genere ben definito, punto di forza della band è proprio l’eterogeneo background musicale dei quattro che da vita ad un power pop venato di sonorità glam, accenti rock’n’roll, concessioni elettroniche, sfumature indie e sfuriate ritmiche dall’andamento punkeggiante, il tutto corredato da testi (rigorosamente in madrelingua) ironici, pungenti, divertenti e cinici al punto giusto.
L'album si ascolta tutto d'un fiato trainati dal leit motiv che è l’intensità della voce del “Molla”; da segnalare sicuramente la goliardica Pop Korn, l’energica Guasto, la ballabile Roscio dal gusto un po’ retrò; canzoni che escono difficilmente dalla testa.
Piacevole ed interessante a chiusura dell’album la revisione di Fotoromanza di Gianna Nannini reinterpretata in chiave punk-rock e cantata all’unisono durante i live. Una nota di merito va agli arrangiamenti curati nei minimi dettagli, dalle tastierine anni ’90 agli effetti spaziali, merito anche di una produzione, UFO HiFi, attenta e dedita a tempo pieno alle proprie band, impegnata nel portare avanti più progetti in area capitolina, arguta ed intuitiva nel puntare su band valide e soprattutto poco banali, underground ma non troppo. (Susanna Motta RARO n°208, Marzo 2009)
Prima prova sulla lunga distanza per gli Skuma, quartetto romano attivo dal 2003. I binari su cui si muovono i quattro ragazzi sono molteplici, ed è difficile ridurre tutto ad un singolo genere.
Diciamo che power pop potrebbe essere il termine che si avvicina di più, anche se questo non renderebbe giustizia alle sfuriate punkeggianti e alle ritmiche rock’n'roll, coperte da una delicata patina indie e a qualche concessione elettronica per gli effetti di contorno. I quattro si destreggiano tranquillamente tra i vari generi mostrando una padronanza tecnica degli strumenti davvero invidiabile. Per quanto riguarda i testi, sono totalmente in madrelingua, e hanno il pregio di essere ironici e taglienti. Personalmente il più delle volte faccio fatica a digerire il cantato in italiano, ma devo ammettere che nel loro piccolo i ragazzi ci san fare, e si dimostrano una valida alternativa alla marea di commercialate che intasano le onde radio. Se avete voglia di provare qualcosa di diverso dai vari Marco Carta e Vasco Rossi (tanto per citarne un paio…) gli Skuma fanno al caso vostro. (Micheal SOUNDMAGAZINE.IT)
Gli Skuma nascono a Roma e arriva questo primo album "Non ho mai imparato il Sudoku", come una miscela "strana" di suoni differenti, miscelati azzardatamente, ma sapientemente, in modo da tirar fuori dei brani che diventano un po' pop un po' rock un po' punk ma soprattutto molto adolescenziali. Le melodie che ci vengono proposte sono molto semplici e le canzoncine ascoltate due o tre volte rimbalzano in testa agilmente.
La voce molto ben impostata del cantante, gli strumenti ben amalgamati e i suoni puliti fanno il loro mestiere, e si riescono così a ricordare i ritornelli, vien proprio voglia di saltellare su e giù per la propria cameretta. Perchè nella propria cameretta? Il target è abbastanza giovanile, ma non per questo acerbo, adatto forse di più di quei ragazzini che si divertono ad andare a pogare in un qualsiasi concerto punk, che non a qualche palato raffinato. E dopo non molto, vuoi la banalità dei testi, vuoi la semplicità della musica, l'entusiasmo e l'allegria iniziale finiscono. Ci sono però dei punti di forza, delle idee che cercano di far sì strada per far sì che l'ascoltatore possa dire "ah sì li ho sentiti gli 'Skuma', facevano delle cose strane ma che suonavano bene, come l'innesto di suoni psichedelici che ricordano vagamente canzoni da discoteca o vecchi videogiochi anni '80". A sottolineare quanto detto c'è anche una cover di Gianna Nannini che chiude il disco. Insomma a quello che potrebbe essere uno dei tanti album pop-rock-punk vengono aggiunte simpatiche variazioni sul tema che fanno guadagnare qualche punto in più. Non mi soffermerei su analisi di singole canzoni, di testi, di tecniche, perchè non ne vedo veramente la necessità. Direi che sì un ascolto, ma anche due o tre si possono dare a quest'album e a questo gruppo, si può andare a vedere qualche loro concerto e passare una serata allegra con i propri compagni di giochi, e anche, perchè no, acquistare questo disco. (D.Puch NOIZEITALIA.COM)
A volte le prime opere sono dei completi disastri, ma non in questo caso. Trovandomi sotto mano l'album degli Skuma capisco che c’è qualcosa in questi 4 ragazzi ad affascinarmi e il disco mi si presenta proprio come un buon lavoro. Merito del rodaggio partito dal lontano 2003, quando di gente sulle piste ne hanno fatto ballare parecchia. Sarà quel suono retrò, gli effetti elettronici così facili da apprezzare e da amare. Diventa comprensibile paragonare i testi a un ‘Elio e le Storie Tese’ in versione ska-core e power-pop; ecco come miscugli di generi diversi danno un risultato decisamente originale.
Tutto questo viene rispecchiato nelle tracce: ‘Samurai ‘ e ‘Pain in my ass’ sono la colonna sonora ideale per una pubblicità nipponica , ‘Banana killer’ e ‘The Alcohol song’ sono un puro concentrato di buon umore, ‘Lilla’ una danzata pseudo-malinconica, ‘Pop-korn’ e ‘Roscio’ una riesumazione del genere punk anni ‘60 davvero molto british style, ‘Bukkake’ , ‘Submission’ e ‘Bruno’ un iniezione di dance elettronica d'altri tempi, ‘Guasto’ e ‘Teledown’ viaggiano a ritmi intriganti per poi finire con una versione di ‘Fotoromanza’ di Gianna Nannini decisamente insolita.
So che non è facile emergere come gruppo musicale nella capitale italiana, la concorrenza può risultare decisamente marcata, ma gli Skuma riescono a differenziarsi per creatività e eccentricità e questo è un lato da apprezzare.
Della serie.. S.P.Q.R. ..sono pazzi questi romani! (Anna M. ONDALTERNATIVA.IT)
Gli Skuma sono un quartetto nato a Roma nel 2003 proponendo i loro brani nei club della capitale Dopo alcune autoproduzioni, demo e quant’altro ecco il loro primo disco ufficiale “non ho mai imparato il sudoku”, etichetta UFO-HiFi.
I 13 brani che compongono il disco del quartetto romano, sono caratterizzati da una base punk rock che è costantemente influenzata da venature pop, glam ed elettroniche. Il tutto unito alla cura degli arrangiamenti denota un buon livello di produzione.
I testi, rigorosamente in italiano, sono ironici e divertenti, e le canzoni , mai superiori ai due minuti , scorrono via piacevolmente, merito anche della particolare voce del “Molla” e dei riff che caratterizzano questo genere di musica. 13 brani freschi , divertenti e trascinanti i cui ritornelli rimangono piacevolmente in testa. trasmettendo energia e voglia di saltare.
Segnalo un paio di brani, ascoltabile anche sul loro myspace, “PopKorn” e la versione punk –rock di Fotoromanza di Gianna Nannini.
In conclusione un disco che vale la pena ascoltare e che si fa ascoltare, che fa percepire come la scrittura dei brani sia orientata a stimolare il “salto” nell’ascoltatore….il che ci fa immaginare una dimensione live degli Skuma sicuramente trascinante. (Pippo FROCK.IT)
Ironici, veloci e divertenti. Questo il sunto del disco degli Skuma, band capitolina che, in questa sua effettiva opera prima, denota un buon talento nel genere, con un buon risultato anche nel lavoro di studio. Racchiusi nell’ambito di un punk garage molto frizzante risultano assolutamente a loro agio, sia nei brani in inglese che in idioma casalingo. Fruibili soprattutto per l’ironia dei testi (“..lascia a casa i dischi dei Korn, fanno proprio schifo al c…”), come nel caso di Pop Korn, di cui comunque non condivido il giudizio musicale, ma che tanto mi ha fatto ridere. Molto più interessanti di alcuni concittadini molto blasonati ed incensati dalla mitica stampa specialistica, vedi Intellectuals e soprattutto i Masoko, la speranza è che dal vivo non siano una bufala come questi ultimi, assolutamente mediocri. Si inseriscono, comunque, a perfezione in una scena, come quella romana, che ormai sembra sempre più sterilizzarsi su un garage punk mediocre, senza nessuna proposta di rilievo, che io ricordi, da un po’ di tempo. Al di là di queste considerazioni il disco degli Skuma è carino, non eccezionale né sorprendente, ma piacevole all’ascolto. Attendiamo il full lenght per un’analisi sulla creatività. Non male. (Mauro Nigro KATHODIC.IT)
Il bello dei demo è che non sai mai cosa aspettarti, pensi che stia arrivando un gruppo punkmetal e ti ritrovi per le mani del pop saltellante. E la cosa si può anche rivelare piacevole.
Tutti gli aggettivi che mi vengono in mente (felice, frizzante, fichissimo..aarghh) sono terrificanti, ma rendono bene l’idea di quanto sia piacevole (orrore!!) l’ascolto.
Il suono degli Skuma oscilla tra Bluevertigo e Prozac+, che detta così può sembrare il peggiore degli insulti… e sostanzialmente lo è. Ma in quensto caso sta semplicemente a delineare i riferimenti così che i lettori (voi!) possano farsi un idea genreale di cosa si sta parlando(andate sul loro myspace che fate prima); quindi per la seconda volta in questa review mi tocca auto-censurami, ma questa mia improvvisa fascinazione per la socialità è davvero impossibile da essere descritta.
Veniamo al contenuto: musica decisamente estiva e solare, classici coretti da discoteca pop-rock, testi in italiano/inglese (italiese?) e durata media dei pezzi sotto i due minuti.
I frequenti riferimenti common people/middle class ci riportano (quantomeno "ideologicamente") all’epoca d’oro del britpop di metà anni ‘90, a quello spirito che metteva al centro la voglia di ballare, divertirsi e socializzare. Un disco per stare insieme, forse per rimorchiare (beh, quello non dipene dalla band).
Generalmente a NM non ci lasciamo andare a considerazioni di questo tipo ma sembra che negli Skuma ci sia vero potenziale commerciale, ed ancora una volta è inteso in senso buono.
Metto nuovamente su il disco prima che la consueta oscurità cimiteriale si impossessi nuovamente si me...
Anch'io per dieci minuti sono stato felice.
E mi è piaciuto.
(Chippy Bones NOVAMUZIQUE.NET)
Lavoro che presenta dieci tracce, per un totale di circa 25 minuti, con un sound dalle mille sfacciettature, proponendo brani in italiano che mescolano il pop-rock allo skacore come "Pop korn", "Submission" e "The alcohol song" ; il resto , cantato in inglese (eccezione fatta per la traccia numero 9 "Giorni di plastica"), vede il gruppo cimentarsi in un rock cupo, quasi dark, con venature grunge andando a coverizzare con buoni risultati "Love will tear us appart", uno dei cavalli di battaglia dei Joy Division. Di pezzi che emergono al primo ascolto non ce ne sono, a dimostrazione della qualità espressa da questi cinque ragazzi romani, l'unica pecca è forse il brano di chiusura con una voce elettronica un pò troppo straziante, ma alla fine si riesce ad apprezzare anche quella. Lavoro interessante e molto particolare per la capacità di miscelare sonorità alcune volte così lontane, ma decisamente un bel primo lavoro completo! Una band da tenere sotto osservazione nei prossimi anni.
(Marco ONDALTERNATIVA.IT)
Punk-pop, power-pop. Una commistione che non a tutti piacerà, ma questi ragazzi di Roma sanno certamente cosa stanno facendo e nella loro musica c'è anche molto altro. Non solo da un punto di vista tecnico a livello esecutivo, ma anche a livello sonoro e produttivo. Punto questo che va magnificamente a loro favore, vista la penuria di mezzi (e capacità) in cui la musica emergente nostrana versa.
Testi sia in italiano che in inglese, ironici e lontani dalla banalità, interessantissimo il lavoro sulla voce del cantante e in generale sulle parti vocali.
Insomma, questi ragazzi sanno il fatto loro e lo dimostrano con una raffica di brevissimi brani da ascoltare tutti d'un fiato (davvero interessante "Pain in my ass"). (Emiliano Severoni EPHEBIA.IT)
592 secondi durante i quali scorrono altrettante e forse più parole, veloci e incalzanti, dove intorno sfrecciano spedite chitarre e suoni sintetici lasciando una scia frizzante. Basso e chitarra (rispettivamente Andrea e Stefano) schizzano da un riff all'altro frullando istericamente punk NU-wave e rock da stadio e al quinto sesto ascolto i ritornelli di "Submission" e "My New Coach" diventano familiari senza nemmeno accorgersene. Uno strattone di punk sintetizza le energie, soprattutto su "Pain In My Ass", Gang Of Four e Maximo Park smussati agli angoli, con qualche goccia di ammiccante rock dal glamour piuttosto dubbio. C'è un indole ballereccia che predomina su tutto l'ep e li vedrebbe bene sui dance floor ad esagitare le popolazioni indie nostrane e non, con retrogusti radiofonici metabolizzabili come un vecchio pezzo dei Velvet, ma in atteggiamenti più seriosi. Una registrazione che si posiziona in periodo di transizione per la band romana, attiva da qualche anno e che dopo il cambiamento di formazione degli ultimi mesi cerca una soluzione di equilibrio, tra il suono necessariamente spartano del classico basso chitarra batteria più spruzzate sintetiche e le pulsioni ad arrangiare pezzi con estro e capacità che emergono ricorrenti in gran parte dei brani. Sembrano piu d'una le strade aperte su questo cd e vediamo se prenderanno la migliore.
(Chri UPSIDE-DOWN.SPLINDER.COM)
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