coordinamento studentesco livornese

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Mood: pugnacious pugnaciousPosted at 12:55 PM Oct 18, 2008 view more

  • studenti livornesi

  • 21 / Male
  • Livorno, Livorno, IT
  • Last Login: 11/23/2009

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About me:

Il Coordinamento Studentesco Livornese e' una assemblea che da anni e' luogo di confronto e di autonoma organizzazione per gli studenti che vi partecipano e che intendono impegnarsi in una azione politica sulle questioni affrontate collettivamente. Il Coordinamento Studentesco Livornese si e' schierato, negli ultimi anni, contro quel processo politico ed economico che investe l'intero settore della formazione, ed in particolare la scuola secondaria superiore, del quale i provvedimenti del governo sono solo gli ultimi devastanti tasselli. Ci siamo infatti opposti alla “Riforma Moratti” e alla “politica del cacciavite” di fioroni, che venne operata dal governo Prodi in modo da permettere quei provvedimenti che adesso vediamo realizzarsi. Non deve essere dimenticato che fu il Governo di Centrosinistra a sancire la possibilita' di trasformazione degli istituti medi superiori statali in fondazioni private ed a permettere l'ingresso dei privati nei Consigli d'Istituto. Quindi la possibilita' di trasformazione degli Atenei pubblici in fondazioni private e l'ingresso dei privati nell'amministrazione, come previsto dalla legge 133, non e' che un completamento di cio' che era stato anticipato dal precedente Governo. Con questo intendiamo sottolineare che opporsi ora, ai tagli alla scuola, ai loro effetti, ed ai nuovi regolamenti per le superiori, non puo' essere fatto se non contestando l'intero processo di cui fanno parte; quello iniziato molti anni fa con l'autonomia scolastica, con l'aziendalizzazione della scuola e la riduzione degli studenti, unica componente viva del processo educativo, ad una semplice utenza. La nostra e' quindi una opposizione che non vuole un “ritorno al vecchio”, ma vuole una scuola ed una formazione libera dagli interessi del governo e delle imprese, libera dalla selezione di classe. Quello che vogliamo e' una formazione che ci appartenga, una formazione che non risponda alle esigenze dettate dal mercato del lavoro, che non sia finalizzata alla creazione di individui da sfruttare nel mondo del lavoro, sia precario che stabile. Per questo ci definiamo apartitici, perche' ogni partito e' complice di questa politica scolastica ed economica, ed un appoggio alle nostre proteste puo' venire solo con una condivisione totale della nostra lotta e dei suoi contenuti. Per questo il nostro e' un movimento politico, perche' prende posizioni politiche chiare, perche' conduce una azione politica coerente nella sede naturale della politica: la piazza. Ed e' proprio nelle piazze, nelle strade, nelle scuole, nelle facolta', nei quartieri popolari che abbiamo portato e continueremo a portare i contenuti della nostra protesta.

Who I'd like to meet:

VOLANTINO DISTRIBUITO IL 26/09 AL PRESIDIO La scuola inizia ora a subire gli effetti degli otto miliardi di euro di tagli sanciti nello scorso anno dalla contestata legge 133. Per applicare questi tagli, il Consiglio dei Ministri ha approvato intorno all'inizio dello scorso giugno dei nuovi regolamenti per licei, istituti tecnici ed istituti professionali. Questi si configurano come una specie di "riforma" che in realtà non è altro che un modo per far cassa, rendendo la scuola un terreno di investimento e profitto per i privati e di sfruttamento dei lavoratori, il tutto a basso costo ovviamente. Il percorso formativo di noi studenti sarà quindi sempre più orientato dalle necessità delle aziende, che entreranno in varie forme nell'organizzazione della didattica, mentre dall'altra parte saranno sempre più ridotte le ore di lezione ed aumentato il numero di alunni per classe. In classi troppo numerose e in percorsi di studio con programmi ormai ridotti all’osso, sempre più orientati da aziende e soggetti esterni, non potremo che acquisire conoscenze superficiali. Lo stesso ministero parla, nei regolamenti, di conoscenze “essenziali”. Si parla dunque di una scuola orientata allo sfruttamento. Da una parte il Governo che con tagli ai fondi e finanziamenti dai privati non fa altro che sfruttare la scuola e chi ci lavora per far cassa; dall’altra Confindustria, enti locali, aziende e altri soggetti potranno avere un accesso diretto alla gestione della formazione della futura forza lavoro, sfruttando quindi noi studenti già prima delle nostre prime esperienze lavorative. A questo ci dobbiamo opporre. Non ad una singola legge ma ad un processo che in Italia è stato portato avanti da vari governi, sia di centrosinistra che di centrodestra e dai loro ministri dell’istruzione (Berlinguer, Moratti, Fioroni, Gelmini…); un processo che è in atto in tutta europa e che colpisce sia le scuole che l’università, del quale questi regolamenti non sono che una tappa. Proprio per questo non importa se si è all’università o alle superiori, se siamo al primo o all’ultimo anno perché siamo tutti coinvolti. Non importa se non ci interessa della scuola e vogliamo lavorare il prima possibile, perché questa scuola ci getterà nel mercato del lavoro come soggetto da sfruttare. Non saremo noi a formarci per un lavoro che vogliamo fare ma le aziende stesse ad orientarci fin da subito, togliendoci ogni possibilità di autonomia per poi lasciarci per strada quando non avranno più bisogno di noi. Non possiamo però limitarci a difendere la scuola attuale, non vogliamo un “ritorno al vecchio”, perché la scuola attuale è già luogo di sfruttamento e discriminazione ed è ormai parte integrante del processo contro il quale stiamo lottando. Vogliamo una scuola ed una formazione libera dagli interessi del governo e delle imprese, libera dalla selezione di classe. Il momento di organizzarsi in ogni scuola e lottare è questo, non possiamo aspettare perché nel giro di settimane il Governo renderà definitivi questi provvedimenti. Ed anche se in ogni caso la partita non sarà chiusa e la lotta andrà portata avanti contro nuovi provvedimenti, la “riforma” prevista per il prossimo anno deve essere fermata.

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