L’anatra vive sempre,
alla giornata. Al risveglio, scopre
che ha dormito un bilione d’anni.
Proprio il centro
dell’universo, non ha bisogno
di occhi, orecchie, zampe.
Cosa servono a chi
conosce il suo mondo
stazioni satellitari?
Libertà dal tempo,
immutabile. L’anatra
non è astuta come il cane che si lancia
attraverso lo spazio, come un razzo.
Inoltre, essa
è stata già lì.
Un gatto percorre il recinto gocciolante
svanisce nella verde ombra,
vuota come un pensiero perduto.
Terra nell’artiglio di un gatto morto,
budella sparse sul selciato –
tempo, quegli occhi a spillo.
Nella soffitta tre gattini si leccano.
Una vecchia, simile a un becco ricurvo,
cerca di ricordarsi il nome del gatto.
Il rospo
“Come salì sull’aereo
il rospo fu a Londra”: Sbagliato.
il rospo non conosce distanza,
tra il suo stomaco e quello dell’uomo,
tra se stesso e la ruota che schiaccia.
“Rattrappendosi completamente, non è in nessun luogo: Giusto.
Londra, Tokyo, appiattite da zampe di palmipedi
all’improvviso. Nello stagno – nessuna distanza o suono –
un corpo squamoso s’è ricoperto di margherite.
Vi capita mai questa sensazione? Che non restino
altro che i sogni...
Voglio dire, anche se sembra strano detto da un pessimista
cronico come me, non è una sensazione decisamente
spiacevole, è come essere sospesi in un limbo,
senza dolore né gioia.
E' solamente la consapevolezza che il sogno
è quello che ti resta.
Non so se riesco a spiegarmi, forse con un esempio verrà
meglio... una cosa che, con maggiore o minore frequenza,
credo sia capitata praticamente a tutte le persone che
hanno circa la mia età: affezionarsi ad una persona,
stare bene con lei, desiderare un rapporto diverso,
un rapporto di coppia, una cosa bella, sincera...
in parole povere volersi mettere sinceramente con una
persona, perché ti piace davvero,
sentire che potresti anche innamorartene, ma quella...
non è d'accordo. Ricambia i tuoi gesti affettuosi con
segnali di simpatia o persino disinteresse;
risponde ai tuoi sorrisi con sorrisi di circostanza;
rifiuta i tuoi inviti ad uscire perché ha qualcos'altro da
fare, mentre tu rinunceresti alla cosa cui tieni
di più per vedere quella persona anche solamente qualche
istante.
Però prima di questa fase succede una delle cose
più belle e umane che esistano. Succede che... sogni.
Quante volte si sogna di trovarsi fra le braccia di quella
persona, di accarezzarle i capelli, di sorriderle e vedere
che ti sorride di rimando, di baciarla e di essere baciato,
di camminare mano nella mano, di scherzare insieme,
di viaggiare insieme, di condividere un film o un
paesaggio, di... qualunque cosa?
Forse parlo troppo da attore, ma quei sogni sono
comunque un pezzo di realtà... meno reale, forse,
ma sempre realtà. E tu la tua storia d'amore,
in un certo senso l'hai vissuta. Sei stato lì,
l'hai abbracciata, hai accarezzato i suoi capelli,
le hai sorriso e lei ti ha sorriso,
l'hai baciata e sei stato baciato,
le hai preso la mano e avete passeggiato insieme
fino alla luna, avete scherzato, avete condiviso film,
panorami ed emozioni, avete...
fatto tutto quel che volevi.
Come un novello Novecento hai racchiuso tutte le tue
sensazioni, tutti i tuoi desideri,
in quegli istanti in cui hai desiderato e visto quella
persona, quelle azioni, quei sentimenti in un sogno.
Li hai incantati, fermati, vissuti.
E sono esplosi dentro di te.
Lo so... lo so che poi si torna alla realtà.
Lo so che fa male rendersi conto che le cose non stanno
così, io sono l'esempio vivente che si può rimpiangere
un sogno, sono il primo ad aver desiderato spesso di non
sognare più per non star male appena tornato
coi piedi per terra.
Ma a volte restano solo i sogni e senza quelli
non sapremmo neanche come fare a dire ad una persona
che l'amiamo. Non sapremmo come baciarla,
non sapremmo nemmeno come tenderle la mano
per farcela dare.
Fanno soffrire, ma sono sogni.
Ci restano solamente loro, alle volte,
a ricordarci che la vita potrebbe essere anche meglio.
Sono un cane senza cervello,
un gatto buono a nulla,
una nebbia sopra la grondaia,
una pioggia che spazza via le gemme.
Chiudo gli occhi, respiro –
aria radioattiva! Un bilione d’anni
e sarò ridotto a metà,
l’inquinamento mi colpisce il midollo.
Allora urlerò a ciò
che resta. Con il poco sangue rimasto,
ridotto al vuoto della scissione
nucleare, corro velocissimo.
Scrivo nella pioggia, perchè mi sento più puro.
Mi libera di tutti quei pensieri che fluttuano per la mia testa.
La pioggia li intrappola nelle sue gocce, li trascina via.
Ogni goccia ha un suo perchè, un suo tempo, un suo valore.
Mi imbambolo a osservarle mentre cercano la loro strada sui vetri.
Faticano. Si smembrano lentamente e si riformano. Non hanno paura di cambiare forma e dimensione.
Pioggia Coelho Yann Tiersen.
Mi inquieta la prorompenza di alcuni artisti. Il loro oggettivare, la fantasia, le emozioni. Il loro mondo.
La ricerca della semplicità come portatrice assoluta di potere. La capacità di ribaltare le certezze a cui siamo omologati. Il coraggio di esporsi al giudizio altrui.
La perfezione è sotto i nostri occhi, ogni momento della nostra vita.
Non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà.
E per questo, bisognerà che tu la perdoni.
Ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla.
Non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.
Le circostanze e l’ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.
O sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te.
Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze.
La pazienza richiede molta pratica.
Ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo.
A volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.
Solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto sè stesso.
Non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze: sarebbe una tragedia se lo credesse.
Non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.
Non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non si ferma, aspettando che tu lo ripari.
Forse Dio vuole che incontriamo un po’ di gente sbagliata prima di incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo come essere riconoscenti per quel regalo.
Quando la porta della felicità si chiude, un’altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è stata aperta per noi.
La miglior specie d’amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti che è come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.
E’ vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.
Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un’ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.
Non cercare le apparenze, possono ingannare.
Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.
Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia.
Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.
Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!
Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.
Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice.
Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così.
Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.
Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e i tuoi dolori.
Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano.
Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l’unico che sorride e ognuno intorno a te piange
Le cose esistono in se stesse.
Lassù sopra la luna
intravedo la lepre
in un vaso
che pesta il riso per le focacce.
Ne chiedo una.
“Di che forma?” dice la lepre.
“Una simile a un razzo”.
“Ecco –prendi!”.
Sopra, fuori,
ogni cosa passa
d’un colpo,
libero finalmente –
ignaro
di dove sto andando.
succoallabanana's Details
Status:
Swinger
Zodiac Sign:
Cancer
succoallabanana is in your extended network view more
Who I'd like to meet: «Allora, cara» dice Brandy. «Cosa è successo al tuo viso?»
Gli uccelli.
Scrivo:
uccelli. Gli uccelli hanno mangiato il mio viso.
E comincio a ridere.
Brandy non ride. Brandy dice: «Cosa significa?».
E sto ancora ridendo.
ero in macchina sull' autostrada, scrivo.
E sto ancora ridendo.
qualcuno ha sparato una pallottola calibro 30 con un fucile.
Il proiettile mi ha strappato l'intera mascella dalla faccia.
Ancora ridendo.
Sono venuta all' ospedale, scrivo.
Non sono morta.
Ridendo.
Non hanno potuto riarraccarmi la mascella perché i gabbiani l'avevano mangiata.
E smetto di ridere.
«Cara, la tua calligrafia è terribile» dice Brandy.
Perché perché perché perché perché... Ho l'impressione che sulla terra sprechiate troppo tempo a chiedervi perché. (Danny Boodman T.D. Lemon Novecento)
E tutto quello che sappiamo non è vero.
Belgio!
"Per lanciare un manifesto bisogna volere: A, B, C, scagliare invettive contro 1, 2, 3, eccitarsi e aguzzare le ali per conquistare e diffonder grandi e piccole a, b, c, firmare, gridare, bestemmiare, imprimere alla propria prosa l'accento dell'ovvietà assoluta, irrifiutabile, dimostrare il proprio non-plus-ultra e sostenere che la novità somiglia alla vita tanto quanto l'ultima apparizione di una cocotte dimostri l'essenza di Dio.
Scrivo un manifesto e non voglio niente, eppure certe cose le dico, e sono per principio contro i manifesti, come del resto sono contro i principi (misurini per il valore morale di qualunque frase). Scrivo questo manifesto per provare che si possono fare contemporaneamente azioni contraddittorie, in un unico refrigerante respiro; sono contro l'azione, per la contraddizione continua e anche per l'affermazione, non sono né favorevole né contrario e non do spiegazioni perchè detesto il buon senso.
DADA non significa nulla.
Se lo si giustifica futile e non si vuol perdere tempo per una parola che non significa nulla. Il primo pensiero che ronza in questi cervelli è di ordine batteriologico: trovare l'origine etimologica, storica, o per lo meno psicologica. Si viene a sapere dai giornali che i negri Kru chiamano la coda di una vacca sacra DADA. Il cubo e la madre di non so quale regione italiana: DADA. Il cavallo a dondolo, la balia, doppia conferma russa e romena: DADA . Alcuni giornalisti eruditi ci vedono un arte per i neonati, per latri santoni, versione attuale di Gesùcheparlaaifanciulli, è il ritorno ad un primitivismo arido e chiassoso, chiassoso e monotono. Non si può costruire tutta la sensibilità su una parola, ogni costruzione converge nella perfezione che annoia, idea stagnante di una palude dorata, prodotto umano relativo.
L'opera d'arte non deve rappresentare la bellezza che è morta. Un'opera d'arte non è mai bella per decreto legge, obiettivamente, all'unanimità. La critica è inutile, non può esistere che soggettivamente, ciascuno la sua, e senza alcun carattere di universalità. Si crede forse di aver trovato una base psichica comune a tutta l'umanità? Come si può far ordine nel caos di questa informa entità infinitamente variabile: l'uomo? Parlo sempre di me perchè non voglio convincere nessuno, non ho il diritto di trascinare gli altri nella mia corrente, non costringo nessuno a seguirmi e ciascuno si fa l'arte che gli pare.
Così nacque DADA da un bisogno d'indipendenza. Quelli che dipendono da noi restano liberi. Noi non ci basiamo su nessuna teoria. Ne abbiamo abbastanza delle accademie cubiste e futuriste: laboratori di idee formali: Forse che l'arte si fa per soldi e per lisciare il pelo dei nostri cari borghesi? Le rime hanno il suono delle monete. Il ritmo segue e il ritmo della pancia vista di profilo.
Tutti i gruppi di artisti sono finiti in banca, cavalcando differenti comete. Una porta aperta ha la possibilità di crogiolarsi nel caldo dei cuscini e nel cibo. Il pittore nuovo crea un mondo i cui elementi sono i suoi stessi mezzi, un'opera sobria e precisa, senza oggetto. L'artista nuovo si ribella: non dipinge più (riproduzione simbolica e illusionistica) ma crea direttamente con la pietra, il legno, il ferro, lo stagno, macigni, organismi, locomotive che si possono voltare da tutte le parti, secondo il vento limpido della sensazione del momento.
Qualunque opera pittorica o plastica è inutile; che almeno sia un mostro capace di spaventare gli spiriti servili, e non la decorazione sdolcinata dei refettori degli animali travestiti da uomini, illustrazioni della squallida favola dell'umanità .Un quadro è l'arte di fare incontrare due linee, parallele per constatazione geometrica, su una tela, davanti ai nostri occhi, secondo la realtà di un mondo basato su altre condizioni e possibilità. Questo mondo non è specificato, né definito nell'opera, appartiene alle sue innumerevoli variazioni allo spettatore.
La spontaneità dadaista.
L'arte è una cosa privata. L'artista lo fa per se stesso. L'artista, il poeta, apprezza il veleno della massa che si condensa nel caporeparto di questa industria. E' felice quando si sente ingiuriato: una prova della sua incoerenza. Abbiamo bisogno di opere forti, dirette e incomprese, una volta per tutte. La logica è una complicazione. La logica è sempre falsa. Tutti gli uomini gridano: c'è un gran lavoro distruttivo, negativo da compiere: spazzare, pulire. Senza scopo né progetto alcuno, senza organizzazione: la follia indomabile, la decomposizione. Qualsiasi prodotto del disgusto suscettibile di trasformarsi in negazione della famiglia è DADA; protesta a suon di pugni di tutto il proprio essere teso nell'azione distruttiva: DADA; presa di coscienza di tutti i mezzi repressi finora dal senso pudibondo del comodo compromesso e della buona educazione: DADA ; abolizione della logica; belletto degli impotenti della creazione: DADA ; di ogni gerarchia ed equazione sociale di valori stabiliti dai servi che bazzicano tra noi: DADA ; ogni oggetto, tutti gli oggetti, i sentimenti e il buoi, le apparizioni e lo scontro inequivocabile delle linee parallele sono armi per la lotta: DADA ; abolizione della memoria: DADA ; abolizione dell'archeologia: DADA ; abolizione dei profeti: DADA ; abolizione del futuro: DADA ; fede assoluta irrefutabile in ogni Dio che sia il prodotto immediato della spontaneità: DADA ."
mela apple pomme apfel maçã manzana μήλο appel яблоко 사과 りんご 蘋果
A venticinque anni ero già lo sceriffo di questa contea. Difficile a credersi. Mio nonno faceva lo sceriffo e anche mio padre. Io e lui siamo stati sceriffi contemporaneamente, lui a Plano e io qui. Credo che ne andasse fiero, io ne andavo fiero eccome. Ai vecchi tempi c'erano sceriffi che non giravano neanche armati. Molta gente stenta a crederci. Jim Scarborough non portava mai la pistola, Jim figlio intendo, e neanche Gaston Boykins. Quello della contea di Comanche. Mi è sempre piaciuto sentir parlare di quelli dei vecchi tempi. Non ne ho mai perso l'occasione. Uno non può fare a meno di paragonarsi a loro, di chiedersi come avrebbero fatto loro al giorno d'oggi. C'è un ragazzo che ho mandato sulla sedia elettrica qui a Huntsville, qualche tempo fa. Su mio arresto e mia testimonianza. Aveva ucciso ammazzato una ragazzina di quattordici anni. Il giornale scrisse che era un crimine passionale, ma lui mi disse che la passione non c'entrava niente. Che da quando si ricordava aveva sempre avuto in mente di ammazzare qualcuno e che se fosse uscito di galera lo avrebbe rifatto. Sapeva che sarebbe andato all'inferno. da lì a un quarto d'ora ci sarebbe andato. Io non so cosa pensare non lo so proprio. Con la criminalità di oggi è difficile capirci qualcosa, non è che mi faccia paura l'ho sempre saputo che uno deve essere disposto a morire se vuole fare questo lavoro ma non ho intenzione di mettere la mia posta sul tavolo... di uscire e andare incontro a qualcosa che non capisco. Significherebbe mettere a rischio la propria anima, dire OK, faccio parte di questo mondo.
Ecco, la settimana scorsa hanno scoperto una coppia, in California, che affittava camere ai vecchietti, poi li ammazzava, li seppelliva in giardino, e intascava le loro pensioni. Ah, e prima li torturava, non so perché, forse il televisore si era guastato. E la cosa è andata avanti finché, testuali parole, «i vicini si sono allarmati quando hanno visto un uomo scappare con indosso solo un collare per cani». È impossibile inventarsi una notizia così, provaci, non ci riesci. Questo c'è voluto per attirare l'attenzione di qualcuno: scavare fosse in giardino era passato inosservato.
500's yellow
06-09-2008 - 02-03-2009
Non importa con quanto scrupolo seguirai le indicazioni: avrai sempre l'impressione di aver perso qualcosa, la sensazione sprofondata sotto la tua pelle di non aver vissuto tutto. C'è quel sentimento di caduta nel cuore, per essere andato troppo in fretta nei momenti in cui avresti dovuto fare attenzione. Be', abituati a quella sensazione. È così che un giorno sentirai tutta la tua vita. È solo questione di abitudine. Niente di tutto ciò ha importanza. Ci stiamo solo scaldando.
Nice
PacoBull
Happy
Ancora oggi non so cosa dicessero quelle due donne che cantavano, e a dire la verità non lo voglio sapere. Ci sono cose che non devono essere spiegate. Mi piace pensare che l'argomento fosse una cosa così bella da non poter essere espressa con delle semplici parole. Quelle voci si libravano nell'aria ad un'altezza che nessuno di noi aveva mai osato sognare. Era come se un uccello meraviglioso fosse volato via dalla grande gabbia in cui eravamo, facendola dissolvere nell'aria, e per un brevissimo istante tutti gli uomini di quella prigione si sentirono liberi.
Ho fatto due sogni (…) e in tutt'e due c'era mio padre – che strano. Ho vent'anni di più di quanti ne aveva lui quando è morto, quindi, in un certo senso, è lui il più giovane. Comunque sia, il primo non me lo ricordo tanto bene, ma lo incontravo da qualche parte in città, mi regalava dei soldi ed io li perdevo. Il secondo era come se fossimo tornati tutt'e due indietro nel tempo, io ero a cavallo e attraversavo le montagne di notte, attraversavo un passo in mezzo alle montagne; faceva freddo e a terra c'era la neve, e lui mi superava col suo cavallo e andava avanti, continuava a cavalcare senza dire una parola; lui era avvolto in una coperta e teneva la testa bassa; mi ha sorpassato e io mi sono accorto che teneva una fiaccola, ricavata da un corno, come usava ai vecchi tempi, e il corno alla luce della fiamma che c'era dentro era del colore della luna. E nel sogno sapevo che stava andando avanti, per accendere un fuoco da qualche parte, in mezzo a tutto quel buio e a quel freddo, e che quando ci sarei arrivato, lo avrei trovato lì. Poi mi sono svegliato.
Il commento è stato inviato dal tuo amico tramite l'applicazione The Daily Quiz. Per bloccare l'applicazione e tutte le relative comunicazioni, fai clic qui.
-------------------------------------------
I just took this quiz. Why don't you take it as well and we can compare!