Tear of blood
Tear of blood
33 歲
Milano, Milano
義大利



上次登入時間: 2009/11/7
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Tear of blood : nella rete estesa. 於 2009/7/9。
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   Tear of blood 的自我介紹
關於我:
I MEI SCRITTI E LE MIE POESIE Infrantasi l’onda contro la chiglia, spumeggia l’acqua lungo il fasciame. Ora l’orizzonte appare calmo, la tempesta deve ancora venire. Abbi pietà, Signore, delle anime sul mare! Dalle onde squassato e aggredito, erra il vascello nella notte schiumosa, l’ acqua sul ponte, violenta, si abbatte, le grida dal vento sono inghiottite… Abbi pietà, Signore, delle anime sul mare! Scogliere a dritta, terrore a bordo! Rolla e beccheggia la nave, echeggia il lamento del veliero ferito, gemono le vele strappate dal vento. Abbi pietà, Signore , delle anime sul mare! Dinanzi alla furia violenta del mare, oblio e morte ci attendono. Vi sarà pietà negli abissi profondi? Entreremo nella nostra tomba di alghe. Il tempo corre veloce, la vita sfugge via. Fischia, rabbioso, il vento tra il sartiame. Arrendendoci al volere del fato, l’ ora nostra è quindi giunta, cosa resterà delle nostre miserevoli gesta? Ormai il nostro tempo è passato. Rassegnato è il cuore del marinaio, il destino a cui si è votato, puntuale si sta compiendo. Oda il cielo il nostro urlo disperato, scivolare tra le gelide acque. Abbi pietà, Signore, delle anime sul mare! Il mio nome è William Moore, meglio conosciuto come Bill, ero gabbiere sul Sea’s Shadow. Scrivo queste memorie nell’ anno di grazia 1676. Mi resta poco tempo. Dopo gli avvenimenti di Skull Cape, vivo le mie ultime ore rinchiuso in questa fetida gattabuia, aspettando la forca. Quale altra fine può attendere un pirata? I miei compagni già penzolano appesi alla corda, li posso vedere attraverso la piccola feritoia di questa prigione. Li hanno impiccati in fondo al molo, perfettamente visibili dal mare, oltre che dalla terra, in modo che possano servire da avvertimento per gli altri “fratelli della costa”. Come se bastasse questo a far desistere un pirata dall’ essere un pirata. Accettiamo tutto del nostro “mestiere”, ognuno di noi è perfettamente consapevole di quali sono i rischi che corre, ma quando la pirateria ti entra nell’ anima…è una febbre dalla quale non si può guarire. Sarebbe come cercare di tramutare il cuore di un falco predatore in quello di un umile passero. È la nostra vocazione e nulla può farci cambiare idea. Nemmeno la forca. L’umidità di questa putrida cella fa dolere le mie vecchie, dannate, ossa più di quanto abbiano mai fatto il vento e il mare. Chissà per quale motivo non mi hanno impiccato assieme agli altri questa mattina? Forse, semplicemente, non volevano rovinare con la mia vecchia carcassa arrugginita, lo spettacolo alle giovani signore dabbene giunte in gran fretta e abbigliate nei loro abiti sfarzosi per assistere al grande evento del giorno. Come si facevano largo tra la folla, spingendo a destra e a manca per guadagnarsi la prima fila e cercando di giustificarsi, con gli occhi bassi e un rossore che gli infiammava le guance: “siamo curiose di vedere che faccia faranno quegli orribili pirati nel momento in cui la corda gli serrerà il collo….” “..Strabuzzeranno gli occhi? La lingua gli cadrà fuori a penzoloni?…Mio Dio è disgustoso!…” Ipocrite! Con le loro scuse puerili! Io ero là con loro. Il governatore di Port Royale mi ha costretto ad assistere all’ esecuzione. Mi hanno obbligato a guardare i miei compagni negli occhi mentre morivano. Ma io sono stato l’unico tra i presenti a vedere, a vedere veramente qualcosa… Prima che quegli occhi diventassero vitrei, in un ultimo lampo di vita, vi ho scorto di scorto il riflesso di una perla…. Intorno a me Potevo vedere gli avidi sguardi delle sedicenti signore sulle membra, giovani e muscolose, del biondo Isac e di Eric il bruno. ( i lunghi capelli di entrambi stanno ancora adesso ondeggiando nella brezza notturna, dando l’illusione che nelle loro vene scorra ancora un poco di vita). Sguardi fin troppo eloquenti dietro i ventagli di pizzo ricamati! Più impudiche quelle donne, delle numerose prostitute che affollano i bordelli di Tortuga. Arricciavano i loro piccoli sofisticati nasi, disgustate dal fetore che emanava dagli “orribili pirati”. Ma quale può mai essere l’odore di un Pirata? L’odore del sudore e della fatica, delle tempeste e del salmastro che impregnano gli abiti; l’odore degli arrembaggi e dei combattimenti, del rum, del sangue, del saccheggio e del delitto, della polvere da sparo e degli incendi… Forse avrò più tempo di quanto osassi sperare per scrivere questa storia…. Quando la brezza soffia dal mare, preannuncia la burrasca. Domani mattina Port Royale sarà troppo impegnata a riparare i danni e a contare i morti per pensare alle esecuzioni. Soprattutto a quella di un vecchio bucaniere come me. Ho passato tutta una vita (e il buon Dio sa se è stata lunga!) a saccheggiare e a depredare navi e villaggi costieri. Ho rubato molto ma ora, prima di abbandonare per sempre questo stramaledetto mucchio di ossa , voglio lasciare qualcosa al mondo. Questa non è una semplice storia di pirati, ma è la storia di una donna che entrerà a far parte della leggenda. La storia di Costance Blake, o meglio del capitano Connie Blake, detta anche “la perla”. Colei che non fu una donna come tante ma il capitano del Sea’s shadow. Stazione Centrale di Milano - Lasciai i miei pensieri vagare liberamente, mentre, accaldata e un po’ spossata dal viaggio, scendevo dal TGV partito questa stessa mattina dalla Gare Du Nord di Parigi e mi avviavo lungo il binario, in direzione dell’uscita. Sentii Giunone e Zeus, i miei due gatti di razza siamese, muoversi all’interno del trasportino e miagolare flebilmente. Anche loro, probabilmente, erano stanchi. Avevo sonnecchiato un po’ sul treno; un sonno tutt’altro che riposante, come ormai capitava troppo spesso, da qualche tempo a questa parte. Chiusi gli occhi e sbuffai lievemente, passandomi una mano tra i capelli resi appiccicosi dall’afa. “…E’ stato un incidente…” La frase che da mesi assillava la mia mente, prese forma da sola, come ogni volta, nei miei pensieri. Parole che ormai mi ripetevo di continuo, come un Mantra, quasi a voler lenire il senso di colpa, espiare qualcosa. Forse in cerca di un perdono che, io stessa, non riuscivo a concedermi … Mi chiamo Igraine Blanchard, 26 anni, di nascita francese e…”Bastarda”. Nacqui il 31 ottobre 1982, dall’unione clandestina, che mia madre, Alyssa Blanchard, ebbe con l’uomo (di cui non conosco il nome) che l’abbandonò, quando lei era poco più che una diciassettenne. La vita è dura per una ragazza madre, e io non ricevetti molto amore da lei… Decise di tenermi, sì, ma credo di essere stata un grosso peso per lei. Il mio carattere ombroso, ribelle, irrequieto e collerico non ha certo facilitato le cose. Fortunatamente, però, i miei studi storico – artistici (facoltà di storia antica e accademia delle belle arti), mi hanno formato in una persona anche eclettica e creativa, dalla mente pronta e brillante seppure un po’ eccentrica e caustica. Divento irritante quando abuso del mio abituale sarcasmo. Amo molto gli animali, forse più delle persone. Credo che siano creature gentili, capaci di dare di più, in termini d’amore, di quanto non siano in grado gli esseri umani. Di solito gli animali mi si accostano naturalmente. Più volte mi sono sentita definire una “Strega”. Il mio aspetto, probabilmente, ha contribuito a creare questa immagine: ho lunghi capelli corvini, dai riflessi del blu della notte, che mi scendono in morbide onde fin quasi alle reni, e occhi blu, un colore intenso, simile a quello degli zaffiri. Non sono molto alta, quanto basta per conservare la grazia nel portamento e nei movimenti. Anni di danza su ghiaccio hanno, inoltre, modellato il mio corpo, in un fisico snello, flessuoso, agile e felino. . Il gusto del gotico e il fatto di prediligere i colori scuri per il mio abbigliamento, ha rafforzato l’alone di mistero di cui sono solita avvolgermi. Credo, però, che questa nomea di “Strega” sia dovuta in prevalenza, ad una sorta di “telepatia” che riesco a sviluppare con le persone con cui entro particolarmente in empatia, oltre ad una velata capacità di sentire le cose in anticipo. Non si tratta di vere e proprie premonizioni, più che altro, semplici sensazioni... Spesso un’ improvvisa sensazione gioia e allegria hanno preceduto il succedere di qualche cosa di bello, cosi come un immotivato stato di ansia e irrequietudine hanno anticipato l’accadere di qualche disgrazia. Fu esattamente così che mi sentii in quella maledetta mattina…. La mattina in cui la mia vita è precipitata nell’abisso... Tebe 1325 a.C. - Erano trascorsi settanta giorni dalla morte del giovane faraone Tutankhamon. Gli imbalsamatori reali avevano terminato il loro lavoro, e preparato con cura il suo corpo per la rinascita nel mondo ultraterreno. Stomaco, fegato, intestino e reni erano stati riposti all’ interno dei vasi canopi. Centinaia di metri di lino erano stati impiegati per avvolgere le sue membra, mentre un sacerdote con la maschera di Anubi recitava le formule di rito che avrebbero permesso al sovrano la resurrezione nell’ aldilà: “Colui che dirà questo capitolo dopo essersi purificato nell’ acqua di natron rinascerà”. Altri sacerdoti avevano deposto tra le bende gioielli ed amuleti che lo avrebbero protetto garantendogli l’immortalità. Ora egli era pronto ed attendeva, adagiato su un letto parata all’ interno del palazzo reale, di raggiungere la sua dimora eterna. Pallida ed esausta, la giovane regina Ankheseanom piangeva accanto al corpo del suo sposo. Nonostante il dolore che provava conservava la compostezza richiesta ad una donna del suo rango. L’ esile figura sembrava troppo fragile nella tunica di lino pieghettato, e sotto la folta acconciatura a tre file di trecce, i suoi grandi occhi neri apparivano tragici nel volto smagrito. Per tutti i settata giorni occorsi alla preparazione del corpo del re, conformemente ai riti, Ankhesenamon non aveva mai lasciato la camera mortuaria. “Ora che tu ti appresti a dimorare tra gli dei, quale sarà la mia sorte?”. La grande sposa reale, non aveva dato figli a Tutankhamon , e ora senza un erede diretto al trono, la sua situazione era estremamente precaria. un rumore di passi lungo il corridoio la distolse dai suoi pensieri. Passi lenti, cadenzati, che determinavano un andatura solenne. Seppe di chi si trattasse ancora prima di vedere colui che si apprestava ad entrare nella sala buia e mantenne lo sguardo rivolto alla mummia del re fino a quando l’ uomo, ormai giunto alle sue spalle, non incominciò a parlare. “ Ti saluto mia sovrana, regina d’Egitto, amata dagli dei .” Ankhesenamon fece un cenno col capo. “ Mi dispiace disturbarti nel tuo dolore, ma ormai tutto è pronto, è giunto il momento di iniziare le cerimonie. Il popolo d’ Egitto è radunato ed attende di accompagnare il Proprio re nel suo ultimo viaggio, verso l’ occidente. ” La regina chinò la testa in segno affermativo. “ Bene Ay, avvisa pure i portatori di venire a prelevare il corpo del Faraone”. Il gran sacerdote assentì e si diresse verso la porta con lo stesso passo deciso e misurato con il quale era entrato. I passi si allontanarono lungo il corridoio. Scese di nuovo il silenzio nella stanza in penombra dove i due sposi rimanevano soli per l’ ultima volta. “ Che gli dei ti maledicano Ay!” Imprecò la regina tra i denti, stringendo i pugni mentre un tremore rabbioso la scuoteva in tutto il corpo. Non riuscì a trattenere le lacrime che ancora una volta tornarono a rigargli le guance. Da un angolo buio della grande sala , che i polverosi raggi del sole che filtravano dalla piccola finestra in alto non riuscivano ad illuminare, emerse un’ esile figura di giovane donna, dal volto calmo e dolce. Era Tanis, fedele servitrice e confidente della grande sposa reale. Silenziosamente si avvicinò ad Ankeseanom, rivolgendosi a lei con gentilezza. “ Non piangere mia beneamata regina. Ay non trionferà . Vedrai, il principe ittita giungerà in tempo.” Parole volte a consolare la donna e a placare la sua angoscia, ma che entrambe, sovrana ed ancella, sapevano illusorie, data l’ improbabilità della realizzazione di quell’ evento. Il re ittita, dopo varie esitazioni, aveva finalmente dato ascolto alle implorazioni di Ankhesenamon di mandarle in sposo uno dei suoi figli. “Non voglio sposare un servo”, ella aveva scritto, “mandami uno dei tuoi figli e ne farò un re”. Ma tutto ciò che si sapeva era che il principe era partito alla volta dell’ Egitto, ma non era mai giunto a destinazione. Di lui perdeva ogni traccia. Ormai la disperazione di Ankhesenamon era al culmine, non si faceva più illusioni. Sapeva che il principe che avrebbe potuto salvarla dalla sua penosa situazione non sarebbe più arrivato e per lei il tempo stringeva. Poco dopo la sepoltura di Tutankhamon, il gran sacerdote Ay sarebbe stato incoronato faraone. Ankhesenamon per non abbandonare il trono, non avrebbe avuto altra scelta che sposarlo. Odiava quell’ uomo viscido con tutte le sue forze, quel vecchio dignitario che dopo esser stato servitore di diversi faraoni, emergeva dall’ ombra e raddrizzava la testa di giorno in giorno, nella certezza che ora sarebbe toccato a lui, ora sarebbe diventato lui il faraone. “Assassinato”, disse. La sua voce sembrava provenire da cavernose profondità, tanto la rabbia le serrava la gola “devono avere intercettato le lettere e teso un agguato. Ay è scaltro e non è uomo da farsi scappare il trono tanto facilmente”. L’ancella abbassò lo sguardo e non disse nulla, lei stessa la pensava la stessa cosa. Poteva forse contraddire quella verità, che lo spirito acuto della sovrana d’Egitto aveva intuito da tempo, prima di chiunque altro? Ankhesenamon dilatò le grandi pupille scure, I portatori stavano arrivando! Tanis si ritrasse di nuovo nell’ombra. Diversi uomini col cranio rasato entrarono nella grande sala e silenziosamente piegarono il ginocchio a terra e chinarono il capo in rispetto alla giovane regina vedova. Quando si rialzarono, mantenendo lo stesso silenzio, si disposero ai lati del sarcofago. Ankhesenamon si apprestò a seguire il corteo funebre. Dopo tanti giorni passati nella penombra, il sole ferì gli occhi della regina che accennò un breve gesto della mano per ripararsi dalla luce accecante. In un primo momento non riuscì a distinguere nulla, intuì solo la presenza di una moltitudine di esseri umani ammassata all’esterno del tempio. Mano a mano che i suoi occhi si abituavano alla luce, cominciò a distinguere più chiaramente ciò che le si stendeva dinanzi… Giza 1922. - La luce argentea della luna, illuminava le tre grandi piramidi e il deserto immobile e silenzioso. Sola, sotto il cielo punteggiato di stelle, Sahira osservava quel grandioso paesaggio. Ah, quanto amava la sua terra! Nonostante il freddo della notte ella stava lì, incurante del vento che le agitava i capelli, una cascata di onde scure che le ricadeva lungo la schiena, fino alle reni. Si tolse i sandali e ignorò il brivido che il contatto con la sabbia fredda le diede. Per un lungo istante rimase immobile, sentendo la terra sotto i suoi piedi e ascoltando la notte silenziosa. Dopodiché estrasse i cimbali dalla tasca e lentamente li mise alle dita. Cominciò a suonare e accennando i primi passi di danza . ” Sì, è meraviglioso tutto questo! “ I primi timidi movimenti si fecero più ampi, finché non si slanciò in una serie interminabile di volteggi e giravolte. Cominciò a ridere, si sentiva forte e libera. Il suo riso crebbe e più le giravolte diventavano vorticose più rideva. Solo la danza. Danzava per le imponenti piramidi, per il Nilo , per gli antichi Dei e i grandi faraoni del passato, che un tempo avevano regnato su questo paese magico e misterioso. Danzava sul suolo d’ Egitto, la sua terra! Com’ era fiera di essere figlia di questo paese, la cui storia aveva da sempre affascinato e per sempre avrebbe continuato ad affascinare il mondo intero. Si fermò di colpo. L’ ultimo battito dei cimbali si spense, subito inghiottito dal silenzio. Ferma con le braccia protese sopra la testa , il capo reclinato all’ indietro e gli occhi chiusi, sembrava un’ antica sacerdotessa nell’ atto di celebrare un misterioso rito. Solo il sibilare del vento. L’ incantesimo si stava spezzando! La città la richiamava alla realtà, il sogno era finito e lei doveva ritornare a essere Sahira, semplicemente Sahira, La donna. Non più l’uccello libero di volare, che per un attimo aveva sognato di essere. Riaprì lentamente gli occhi. Doveva ritornare verso il Cairo. Al “ blue Nile”, il locale notturno gestito da inglesi, l’attendevano per lo spettacolo . “ Quella bettola sporca e maleodorante“ pensò. Non amava esibirsi lì, dove si sentiva guardata come merce esposta in una vetrina. Purtroppo aveva bisogno di quel lavoro e il “ Blue Nile “ era il locale che gli aveva offerto il compenso più alto. Dopotutto lei era una delle danzatrici del ventre più quotate e la sua fama stava crescendo ancora. Presto forse avrebbe potuto lasciare quel posto, per uno migliore. Fino a quando non avrebbe avuto il denaro necessario per raggiungere il suo obbiettivo... Per tutte le volte che mi hai tenuta in braccio. Per ogni notte che spaventata dal temporale, correvo ad infilarmi nel tuo letto. Per avermi cresciuta, difesa e protetta, per tutti i sacrifici che hai fatto per me. Per avermi amata. Per ogni lite e per ogni tregua. Per ogni abbraccio, per ogni carezza e per ogni bacio. Per tutto l’amore che mi hai dato. Per quanto già so che mi mancherai. Il tuo ricordo sarà sempre vivo nel mio cuore. Ciao nonna, ti voglio bene. Riprendere coscienza alla vita, Svegliarsi, percependo la terra umida sotto di sè e la rugiada sugli esili steli d'erba che bagna il volto. Aprire di nuovo gli occhi in una pallida, lattiginosa alba, scaldati appena da un sole ancora troppo debole. Scoprire con solievo che la paura, e la nera notte fatta di ombre, sono un ricordo appena accennato. Ricominciare a vivere nella luce di un giorno appena nato. Sotto il cielo di Parigi Basta chiudere gli occhi e respirarne l’aria per riconoscerne l’atmosfera. Il lento fluire della Senna Coi suoi Bateaux E i caffè dai tavolini rotondi, Dove aleggiano musica di fisarmonica E dolci e malinconiche canzoni d’amore. A Notre-Dame canti sacri si confondono Con il solenne suono delle campane e i penetranti profumi d’ incenso. Mentre i Parigini, persi ognuno nelle proprie storie, passeggiano e rumoreggiano nel quartiere di Montmartre, quasi abbassando la voce nei pressi del cimitero come in rispetto a coloro che in quel luogo riposano, il sacre Coeur veglia, silenzioso e maestoso, dall’alto della collina che domina la città La Tour Eiffel getta uno sguardo, Indifferente e noncurante, verso L’animazione sottostante. Tutto è movimento. Tutto è statico. Tutto è percezione, come in un quadro impressionista. Mentre i musei custodiscono gelosamente i propri tesori, solo il Moulin Rouge Fa girare lentamente le sue pale, movendo l’aria come per allontanare, con discrezione, qualcosa di ormai perduto. MySpace Editorwww.myspaceeditor.it
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UNDERGROUND

UNDERGROUND



2009/11/8 18:56

.. .. ..UNDERGROUND: Official Music Site.. ..
PATTZONE.COM

Robert Pattinson Tribute web site



2009/9/22 11:48

Siamo tornati! Il nostro forum è di nuovo on-line!
vi aspettiamo!
http://www.pattzoneforum.com/
GnAgNi'S CrEaTiOnS

Creazioni Handmade



2009/8/31 18:46

Ciao!
Grazie mille per l’add!
Benvenuta nel mondo delle nostre creazioni!!! Approfitta delle OFFERTE del periodo su tutti i pezzi!!! Realizziamo bijoux o accessori x capelli di qualsiasi genere (gothic, dark, emo, punk e così via), senza ciondolo o con ciondolo raffigurante un personaggio, simbolo, logo personalizzato o di gruppi musicali o scritta a tua scelta, compresa una tua foto, anche se non è tra le nostre immagini!
Come ultime novità ci sono i ciondoli degli Skelanimals, Victoria Frances, Tokidoki, Gloomy bear e Happy tree friends, con i quali possiamo realizzarti qualsiasi bijoux (collane, orecchini, bracciali, spilloni, spillette, anelli, portachiavi, cerchietti, spille x capelli).
Per qualsiasi informazione o curiosità contattaci senza impegno siamo a tua disposizione!
Buona serata ^_^

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PATTZONE.COM

Robert Pattinson Tribute web site



2009/6/19 23:58

Ciao!!!
Grazie per l'add e .. ricorda di firmare la petizione per avere LITTLE ASHES in Italia.

Pattzone.com
Lo Staff
Vasco Che Storia la Storia

Vasco Che Storia la Storia



2009/5/16 14:08

HAI FACEBOOK ???? SE SI INVIAMI IL CONTATTO
CIAOOO BELLISSIMA BUON FINE SETTIMANA
UN BACIONE.................
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sword & fantasy

Ignazio Nonnis



2009/5/5 18:42


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Roudoudou

Roudoudou



2009/3/7 13:16


Miura Street Team

Miura Street Team



2009/3/6 12:09


Grazie per la tua gradita amicizia, magari lascia un tuo parere dopo aver sentito le canzoni.


un saluto dallo Street Team dei Miura.


PS: Il 27 Marzo alle 22.00 i Miura suoneranno dividendosi il palco con gli EMOGLOBE al Cox18 di Milano (Via Conchetta 18 • zona Navigli) non mancare e porta tanti amici!! il 4 Aprile alle 22.00 i Miura suoneranno al Caffé Tritolo di Avigliana (Torino), l..11 Aprile alle 22.
00 i Miura suoneranno al Lactobacillus di Verona, non potete mancare!! spargete la voce!!
Luca Melis [250.000 VIEWS!!!]

Luca Melis [250.000 VIEWS!!!]



2009/3/4 20:49


Glitter Graphics - Topglittergraphics

Ciaooooo!
Grazie 1000 per aver accettato la mia richiesta...come va?
Sandro Manicone Italia

Sandro Manicone Italia



2009/3/3 00:00

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La Botteghilla

Ilaria Bencivenni



2009/3/2 20:59

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LITHIO

LITHIO



2009/3/1 17:36

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sword & fantasy

Ignazio Nonnis



2009/2/18 16:08

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MIRCO

MIRCO



2009/1/20 08:55

ciao silvia
eccoci finalmente.
lo sai che ho dovuto mettere a asoqquadro le librerie di milano per trovare il primo testo della Rice??
nessuno ne è fornito.
a quanto pare è fuori catalogo e dovrò aspettare qualche settimana.
spero tu stia bene
stasera mi dedicherò alla lettura delle tue creazioni. eh eh eh!
a presto
Romy

Romy



2009/1/7 19:45

ciaoo Silvia... grazie per avermi aggiunta!! un bacione anche a te :)
Eclipse

Eclipse



2008/12/23 13:25

ciao cara come stai??
ricambio gli auguri con affetto, passa sempre a trovarmi che mi fa piacere.
baci
Eclipse

Eclipse



2008/12/3 15:33

ciao sweety!
mi fa piacere sentire che stai meglio, è la cosa più importante!
visto che sei latitante, spero che ci sentiremo per gli auguri di Natale ;)
baci
Paolo

Paolo



2008/12/3 14:30

Grazie a te
è un piacere:)

Paolo - Goyah

INTERVISTA DI FRANCESCA PANZACCHI
GOYAH
Il potere dei sogni
La voce dei Goyan si racconta in questa intervista in esclusiva per LiberaEva
SEGUI IL LINK: http://www. liberaeva. com/1palco/8/paolodellapepa. htm

LIVE IN STUDIO - GOYAH
Eclipse

Eclipse



2008/11/17 16:24

lo so, è l'assenza fisica che si fa fatica ad accettare.
tu nn avere fretta, il tempo ti aiuterà.
baci
Eclipse

Eclipse



2008/11/17 09:13


come stai?
Eclipse

Eclipse



2008/11/13 09:16

mi spiace molto per tua nonna, ora hai un angelo in più che veglia su di te, una delle poche cose positive della morte.
bacioni
Eclipse

Eclipse



2008/11/10 15:50

nuuu triste!!
ti abbraccio!!
Vasco Che Storia la Storia

Vasco Che Storia la Storia



2008/11/5 18:04

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Eclipse

Eclipse



2008/10/30 20:01

happy halloween!

Vasco Che Storia la Storia

Vasco Che Storia la Storia



2008/10/30 00:05

CIAO STELLINA NON SONO MOLTO PRESENTE PERCHE' HO PROBLEMI CON IL PC UN BACIONE A PRESTO...

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