TERESA FINALMENTE A CARPINO DOPO LA PIOGGIA DI UN ANNO FA
Straordinario concerto di TERESA in chiusura della XIV Rassegna del Carpino Folk Festival. Dopo la pioggia dello scorso anno la musica di Teresa torna a fare da regina nel celebre Festival garganico e in quindicimila si danno appuntamento per ballare fino a notte fonda. Il forte legame che lega Teresa a questa cittadina si esprime fin dal suo arrivo nel pomeriggio: incontra Zì Antonio Piccininno e insieme a Nicola Gentile dei Cantori di Carpino, vanno a visitare il piccolo Museo, poi insieme provano quella che sarà la chicca della serata: la Ninna Nanna di Zì Antonio cantata a due voci. La tensione emotiva è fortissima e la sera sale alle stelle. Dopo l'esibizione di Giovanni Mauriello, Teresa è pronta per aprire le danze, davanti al palco una folla senza fine comincia a chiamare il suo nome e, a sorpresa, fuori dal palco si sente la sua voce che dice: "Popolo de lu paese... sentite sentite, sentite. Ricominciamo da dove abbiamo smesso lo scorso anno...dopo la pioggia torna sempre il sole!" La band inizia a suonare e Teresa appare in tutta la sua bellezza e energia e da lì per un'ora e mezza, in un tutt'uno con il pubblico che balla, poga e batte le mani e balla e balla, da Stammo Buono a Paradiso N Terra, da A Figlia do Rre alla Pizzica finale, tutti ma proprio tutti toccano il loro personale Paradiso N Terra che, per una volta, sta proprio lì, a Carpino, con Teresa. (M.P.)
O PARAVISO 'N TERRA singolo tratto dal doppio CD "SACCO E FUOCO"- Edizione DELUXE
Tammurriata Nera - Napoli - Piedigrotta
CRAJ (domani)
RIDDIM A SUD
IL CD
La vena creativa di Teresa De Sio
è davvero inesauribile: in quattro anni ha prodotto due album convincenti (A sud
a sud e Sacco e fuoco), ha scritto lo spettacolo “Craj” sulla musica popolare
pugliese, ha scritto e interpretato il film tratto dalla stessa opera (da poco
in DVD) e ha percorso in lungo e in largo l’Italia per esibirsi in piazze e
teatri, sempre gremiti. Adesso si prende una specie di pausa e lascia che a
suonare siano i suoi amici musicisti: Roy Paci, Après la classe, Mau mau,
Ambrogio Sparagna, Raiz, Agricantus, Radicanto, Ginevra Di Marco e Peppe
Voltarelli. Il pretesto è il “riddim” (traslazione slang della parola rhythm),
il meccanismo base della musica reggae per cui sulla stessa base (il rhythm,
appunto) vari artisti compongono brani del tutto nuovi. Teresa De Sio ha messo a
disposizione le basi di cinque sue canzoni (Sacco e fuoco, Amèn, Ukellelle, A
sud a sud e A figlia d’o Rre) e gli altri artisti hanno fatto il resto. Il
risultato è Riddim a sud. L’esperimento, nel quale sono stati coinvolti anche
quattro artisti esordienti (La Resistenza, Menekà, Nicodemo e Paolo Lizzardo),
dà l’esatta idea di cosa voglia dire “contaminazione”: la canzone
originariamente nata dall’ispirazione della cantautrice napoletana si dilegua a
mano a mano che la nuova versione si sviluppa, fino ad acquistare nuovi suoni,
nuove linee vocali, nuove lingue (dal calabrese di Voltarelli, all’americano di
strada di Raiz, allo spagnolo misto all’inglese e al siciliano degli Agricantus),
nuovi significati, nuovi sentimenti. Un filo comune unisce tutti brani e tutti
gli artisti: lo sguardo attento al sud, inteso come luogo delle minoranze,
dell’emigrazione, delle sconfitte, della solidarietà, della passione, della
rivincita. Un lavoro efficace e per niente noioso (nonostante le tredici tracce
derivino dai soliti cinque brani), e mette bene in risalto le qualità autoriali
e interpretative di tutti i musicisti coinvolti, in particolare spiccano
l’ironia degli Apres la classe, la predilezione drammaturgica di Voltarelli e le
influenze mediteranee degli Agricantus. Musicisti tutti molto affini alla
sensibilità e al genere di Teresa De Sio; anzi, sembra quasi che ciascuno
sottolinei e approfondisca un singolo aspetto della complessa personalità
artistica della folk singer italiana. Sarebbe stato interessante ascoltare i
“riddim” affidati a musicisti del tutto diversi, sentire cosa poteva diventare
Ukullelle affidata alle suggestioni dell’elettronica, A figlia d’o Rre a quelle
del rock. Ma con molta probabilità i puristi del “riddim” non lo avrebbero
accettato e il lavoro sarebbe risultato sicuramente meno corale.
Scritto da Nicola Cirillo - dal sito www.popon.it
Influences
“SACCO E FUOCO DeLuxe”
E’ uscito proprio sul finire del 2008 il nuovo progetto discografico di Teresa De Sio, una cantautrice e folksinger tra le più imponenti per qualità di pensiero e abilità nel realizzare progetti avvincenti. Il lavoro si intitola
SACCO E FUOCO DELUXE e lascia intendere proprio come questo sia una versione arricchita del suo Cd del 2007, per l’appunto intitolato “Sacco E Fuoco”. Quella del Deluxe è una operazione piuttosto in voga di questi tempi e soprattutto all’estero: la possibilità di avere 2 Cd al prezzo di uno è molto interessante per gli appassionati di questo o di quell’artista. Teresa De Sio vuole favorire l’operazione per via di un singolo elettrizzante che si intitola ‘O PARAVISO ‘N TERRA , da lei scritto insieme a Raiz, l’ex cantante degli Almamegretta oggi leader di se stesso. Evidentemente l’autrice ha voluto dire la sua in una canzone che ha un potenziale micidiale per orecchiabilità ed è un graffiante j’accuse su questo nostro povero mondo e la speranza, come è giusto che sia, è rappresentata dai giovani: saranno loro, dice Teresa, ha risollevare le sorti del pianeta, anche se con amarezza dice che “Il Paradiso in terrà non c’è...” cantando con possente energia: ”Aizate a capa tutte quante e pigliateve ‘o futuro” (“alzatevi tutti quanti e prendetevi il futuro!”
Il brano è inserito nel cd bonus presente nella ristampa De Luxe, comprendente anche un live acustico della De Sio registrato nel 2008 per “Rockfiles” di Radio Lifegate e per il programma “Patchanka” di Radio Popolare. Teresa De Sio è una donna del Sud, le radici di questa terra sono sempre presenti nella sua musica e in un certo qual senso è assurta Paladina di una mentalità indomita che trova soprattutto nei concerti il momento più alto. Ed è proprio la versione live dei brani che mostra il suo volto più avvincente, magari scarno e spoglio degli arrangiamenti di studio, ma pieno di vitalità e gioia di vivere. Da sottolineare la versione live di “Amen”, un reggae&folk micidiale, e “A figlia d’o re”, tra le sue cose migliori, scure e ipnotiche.