Stefano
Fiorentino per nascita (1973), romano per scelta (1997). Psicologo del lavoro, libero professionista, collaboro a numerosi progetti eterogenei il cui significato complessivo lascio tracciare volentieri ai posteri.
Vanto conoscenza enciclopedica del progressive rock (italiano in particolare), e in generale della musica del periodo ‘69-‘77.
Le mia attività musicale comincia durante l’occupazione studentesca del 1990, sfociata nella fondazione di un gruppo progressive (Macpherson) con al suo attivo 3 brani originali di mia composizione della durata media di 12 minuti ciascuno. Altri tempi... Mi unisco poi ad un gruppo rock-blues (PAM), col quale per 3 anni mi esibisco in vari locali di Firenze e provincia, e partecipo a due edizioni di Emergenza Rock.
Fabrizio
Nato a Roma il 21/12/1971, laureato in Psicologia del Lavoro, "bracciante" in una società di formazione del personale. Segni particolari e deformazioni mentali: faccio la batteria con la bocca, vivo nel sogno di diventare più alto...
Ho iniziato suonando la batteria in un gruppo rockabilly (15-18 anni) al liceo, poi ho suonato la chitarra in un gruppo genere progressive (16-20). Successivamente (quando ero ancora giovane) tra i 23 e i 25, ho proseguito per un paio di anni esibendomi in un repertorio chitarristico (pezzi di Satriani e Patrick Rondat) su basi fatte da me con la tastiera (insomma me la cantavo e me la suonavo...). Da 4 anni suono in una cover band di Ligabue.
Filippo
Sono nato a Benevento 24 anni e qualcosa fa. Laureato in Scienze della comunicazione. Specializzando in Comunicazione d'impresa. Performer. Caso umano. E mi piace la pizza. Tra il lavoro e la musica, esaurisco quotidianamente la mia riserva di energie mentali. Tenore di fila presso il Coro Polifonico della Banca della Musica da 3 anni, violino di fila dell’orchestra da camera “Sannio Arte” per 7 anni. Dopo aver confessato a me stesso la passione per la musica pop, inizio a collaborare a vari progetti musicali che mi vedono leader e/o collaboratore.
La nostra proposta musicale presenta un repertorio libero da schemi prefissati, mescolando liberamente rock, pop, funk, elettronica, lounge. Per gli altri stili, vedremo...
I pezzi originali affrontano temi di “costume e società”, legati alle varie implicazioni della precarietà nei rapporti umani. Da qui il nome.
Vengono inoltre proposte rielaborazioni di classici degli anni ’80 e ’90 (tra cui Duran Duran, Jamiroquai, Police) in chiave moderna e personale.
Proveniamo da esperienze musicali di generi diversi, spesso condizionate dalla richiesta di suonare esclusivamente delle cover. Ci siamo ritrovati accomunati dal desiderio di uscire da questi limiti e abbiamo avviato un progetto in grado di dare forma nuova alle nostre energie creative.