Vakki Plakkula
Music
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TRATTORE
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la notte pullula
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mondo tondo
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MITO Secondo una prima figura Vakki Plakkula è un protomanager sceso dalla Scandinavia nella mente dei tre PREISTORIA musicisti che si sono conosciuti nel 1987 e che insieme sono stati presenti nel mondo del jazz, prima in Toscana e poi, dal 1993, a Bologna. Sono musicisti dediti all’improvvisazione e alla ricerca di materiali non convenzionali. L’idea di mettere insieme tutte le varie esperienze in un progetto che comprenda una forma canzone STORIA fa nascere Vakki Plakkula nel 1996. Il concerto di debutto è a Lugano, nell’ambito di una rassegna organizzata dal collettivo Basse Sfere, poi a Bologna al Link e poco dopo ad Angelica Festival. Nel 1998 esce "Una Barca", primo cd. Fino al 2002 una intensa attività live porta il gruppo in giro per l’Italia e per l’Europa. Vicende inspiegabili portano Vakki Plakkula al silenzio sino alla celebrazione laica di alcuni matrimoni. IL MOMENTO ATTUALE vede Vakki Plakkula registrare il secondo cd durante il Natale del 2008: "BABIRUSSA CAPIBARA"
MYTH Vakki Plakkula is believed to be a protomanager that came down from Scandinavia in the minds of three PREHISTORY musicians who met in 1987 and who have long been active on the jazz scene, first in Tuscany and from 1993 onwards, in Bologna. These musicians are dedicated to improvisation and to research into unconventional material. The idea of putting together all their various experiences in a project to include work around the song form HISTORY gave birth to Vakki Plakkula in 1996. The debut concert took place in Lugano, at a festival organised by the Basse Sfere Collective , then at Bologna at Link and shortly afterwards at the Angelica Festival. In 1998 their first CD “Una Barca” was released. The band went on to travel around Italy and Europe in an intense live performance schedule which lasted until 2002. Strange and unexplainable events then silenced the band until it re-emerged to perform at some recent non-religious marriage celebrations. Vakki Plakkula has now again embraced THE MOMENT recording its second CD during Christmas 2008: “BABIRUSSA CAPIBARA”.
• LULLO MOSSO: voce, basso
• EDOARDO MARRAFFA: sax tenore, alto e sopranino
• MIRKO SABATINI: batteria, voce e giocattoli elettronici
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BABIRUSSA CAPIBARA
2009, le arti malandrine
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"...non canzoni, brufoli schiacciati disegnato da un artista pop. Semplici-lineari o zig-zaganti, arrivano (prima) al duodeno e (dopo) all'orecchio,...Con l'espressione linguistica oramai inceppata in iterazioni da riso osceno e al contempo più adatte al dancefloor (provate con Babirussa Capibara, può diventare un tormenone estivo)....I tre poi sono davvero bravi. Ad esempio, senza effetti ed effettini, costruiscono un piccolo gioiello space-paranoide, Nello Spazio, dove le sensazioni ecoiche sono prodotte direttamente dall'impostazione del canto (sospensioni vocali e sillabiche) e dalla finezza dell'esecuzione strumentale. A spadroneggiare è però una potenza ritmico-espressiva decisamente cinghialesca, tumultuosa e libera,che vi permetterà di pogare o di atteggiarvi in un ascolto figo impegnato. Nel mentre, qualche trasformazione corporea: crescita di peli ispidi, deformazione facciale, spuntar di zanne, Ionesco aveva sbagliato animale. (8)"
Rispetto al periodo del primo album, il suono del gruppo si è fatto più duro ed "urbano," ... Fra i nuovi pezzi, alcuni sono basati su riff aggressivi e ostinati. Insomma, il sound del "nuovo corso" è senz'altro più "rock"; e anche il volume a cui hanno suonato era più alto di quello di una volta... Si potrebbe dire che dalla matrice free-jazz i Vakki Plakkula sono passati a quella free-funk, con qualche puntata nel jazz-punk, sempre però con un'alta dose d'ironia e di sberleffo anche nei confronti delle forme musicali utilizzate. Lullo Mosso canta col suo consueto piglio beffardo e la sua interpretazione ha anche una forte dimensione teatrale. Le canzoni si muovono fra l'assurdo dadaista, il divertissement, la causticità e la parodia.
Oltre a proporre praticamente l'intero Babirussa Capibara, il gruppo ha comunque rispolverato i suoi vecchi cavalli di battaglia tratti dal primo album ...Una barca; anche questi, però, trattati con un'iniezione supplementare di energia cinetica e di assalto sonoro, anche per gli assoli laceranti del sax di Marraffa.
Quest'ultimo, fra i tre, ha il ruolo più libero, dedicandosi più degli altri ad improvvisare sulla base più strutturata di basso e batteria. La sua voce come al solito è virile e urticante e in più occasioni è arrivata al limite del lancinante.
La batteria di Sabatini è come sempre una fonte di esuberanza ritmica, fantasia ed energia, risultando il più virtuoso dei tre musicisti, con uno stile rigoglioso ed ipercinetico...
Infine, al di là della fondamentale componente comico-surreale del gruppo, è interessante anche la combinazione fra lo spirito improvvisativo, che accomuna i tre musicisti, e l'uso della forma-canzone, che richiede invece necessariamente una struttura più rigida. Questo dà luogo a piccole variazioni, divagazioni o scarti dal binario prestabilito della forma, che intervengono a deviare estemporaneamente dal percorso , sotto la guida soprattutto dell'estro di Mosso, assecondato con prontezza ed empatia da Sabatini. (Fabio Strada)
UNA BARCA
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1998, i dischi di angelica
"...dispensano dinamismo, sgarbatezza, entusiasmo, follia, umorismo in dosi industriali per una musica (e dei testi) davvero poco ammaestrata...
Diciassette dissacranti/deflagranti pillole sonore che non devono passare inosservate.(8)"
"17 brani brevi e fulminanti con testi cantati, urlati, recitati. Rock, punk, no wave, movimento del 77 ma anche futurismo e dadaismo alle spalle di una musica antistereotipi, artificiosa, anticonvenzionale, graffiante, provocatoria eppure divertente"
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"trio di deliri jazzati... L'esibizione è un turbinare di gag, spezzature, giochi scemi e teatrino impastati in una struttura jazzata molto calibrata, con un uso molto intelligente dell'ironia"


