Omar Faruk Tekbilek, musica araba, indiana, persiana, trip hop, goa, lounge... il tutto condito con un mix di tutte le più recenti scoperte della musica elettronica in fatto di ricerca sui suoni, l’effettistica e l’uso dei loop.
L’effetto finale è una specie di world music dai confini melodici e stilistici piuttosto vasti.
Nasco a Taranto il 22-10-1968
Un'infanzia tranquilla con qualche rudimento di chitarra insegnatomi da mio padre e poi l'ascolto di Who, Led Zeppelin, Grateful Dead, come primo approccio al rock... mia eterna passione di chitarrista insieme al blues, al "rock and roll" e al punk. Ora per esempio trovo irresistibili Motorhead e AC/DC, nonostante il fatto che ai miei tempi li ascoltassi con sospetto...
Ma vivevo gli anni 80... così cominciai ad ascoltare quello che era tanto di moda in quel periodo: la "new wave", il "dark"... il periodo d'oro e di rapida decadenza delle indie... Allora la musica non era così schiava di MTV come ora.
Insomma, presto cominciai a suonare cover dei Joy Division, di Siouxsie and the Banshees, Bauhaus e Cure. Musica cupa e anche "manierata" in un certo senso... ma c'era voglia di sperimentare e salire su un palco.
Presto iniziai a comporre, specialmente con il mio gruppo più duraturo, il "Volo Notturno", non solo un gruppo musicale, ma un gruppo d'avanguardia direi... abbiamo fatto anche spettacoli simil-teatrali, propagandato con volantini le nostre idee libertarie e il nostro interesse per certa "letteratura" (Artaud, Bataille, Lautréamont, de Sade)... e alla fine, quando ormai le ceneri del Volo Notturno erano spente registrammo a Roma il nostro CD dal titolo "Volo Notturno"... (Maggiori informazioni sul sito www.pubblicastelli.com).
Dopo lo scioglimento del gruppo, dovuto ad una certa inesperienza, alla difficoltà incontrata nel diffondere certe idee, ma anche alle fisiologiche divergenze dei percorsi di vita dei singoli membri, mi dedicai allo studio della musica etnica. Comprai un sitar e un violino, cominciai ad ascoltare musica persiana e indiana... parallelamente al mio lavoro di arrangiatore e tecnico del suono. Ma il mio colpo di fulmine lo ebbi con la musica di Omar Faruk Tekbilek... così decisi di dedicarmi allo studio del liuto turco, l'ud.
Da questa nuova passione nacque il CD "Alchimie etniche" (composto a Roma, dove tutt'ora vivo...) frutto di un intenso lavoro di ricerca e fusione di stili etnici differenti tra loro (per esempio in un brano del disco è possibile rintracciare musica magrebina, canto armonico, melodie balcaniche e taranta salentina!).
La mia attività è proseguita componendo canzoni italiane in stile cantautoriale, alla Gaber e con grande libertà di variazione sul tema della forma-canzone... per intendersi: tema-strofa-ponte-ritornello, ecc...
Attualmente sto lavorando ad "Alchimie etniche II"...
quante risate che ci facevamo, a volte mi si deformavano i lineamenti del viso (gia malridotti di natura) !!!! quando scendi a Taranto, se hai tempo, fatti vivo !
(Per chi non capisse, quella di Prometeo è la risposta - di uno squallore infinito - che demmo una sera di 10 anni fa ad un barista... cui chiedemmo da bere acqua... Egli ci chiese se volevamo acqua minerale o liscia... Si rispose, da miserabili: "Del rubinetto...". Scoppiammo a ridere mentre bevevamo... Ed il Prometeo se ne andò via, seguito da noi, con un infamissimo: "Arrivederci e grazie...". Il barista per pietà non fece alcun commento. Forse era anche un po' spaventato... :)