“La maturità vocale di Veronica è strabiliante, con interpretazioni che impastano passione e sofferenza, melodie che incastrano leggerezza, magnifici incespichi ritmici e arrangiamenti mai sopra le righe (…) Non c’è un solo tassello fuori posto, è cresciuta e maturata Veronica Marchi, metà chanteuse e metà cantautrice, che si nasconde per mostrarsi e viceversa. Se avete voglia di canzoni belle e vere, qui ne troverete in abbondanza” (IL MUCCHIO)
“Giovane, non ingenua ma genuina. (…) Questa voce calda e precisa colpisce e affonda le resistenze senza bisogno di fronzoli, mille sfumature emergono tra arrangiamenti ricercati” (ROCKIT)
“È un’artista con la A maiuscola la giovanissima Veronica Marchi. Una cantautrice che ha carattere, dolcezza e grinta da vendere.” (MUSICALNEWS)
“L’acqua del mare non si può bere, buon seguito del precedente, conferma le doti dell’artista veronese, autrice di un pop-rock con testi rigorosamente in italiano e coordinate che si possono individuare tra Cristina Donà e Carmen Consoli" (ONDAROCK)
“Raffinato, raffinatissimo. L'Acqua del Mare Non Si può Bere dovrebbe/potrebbe essere il disco della consacrazione della giovanissima e talentuosa Veronica Marchi, qui al suo secondo disco. Una manciata di canzoni squisitamente d'autore e che, allo stesso tempo, con piglio squisitamente rock fanno da curriculum per le straordinarie e versatili qualità timbriche della voce della Marchi” (ROCK SHOCK)
“rarissima capacità di arrivare, sin dal primo ascolto, all’impatto positivamente forte, addirittura a provocare brividi di emozione” (L’ARENA)
“un prodotto maturo e rotondo che non sembra avere sbavature, che fa della semplicità la base da cui partire e l’obiettivo cui anelare” (RIVIST@)
“Veronica Marchi sfrutta un timbro bello ed appropriato (…) apprezziamo in Veronica il mettersi a nudo in maniera diretta attraverso liriche nazionali e un ventaglio di scelte abbastanza vario (…) La voce veronese oltrepassa il pro forma di netto” (BLOW UP)
“Sconcertante la maturità artistica, la membrana cronologica di questo disco dalle idee chiare” (BIELLE)
“Emblematico l'utilizzo ricercato di testi tutt'altro che banali (…)
Arrangiamenti fluidi si aprono in ritornelli luminosi, a caratterizzare un sound che sembra fuoriuscire direttamente dall'anima dell'artista” (FREAK OUT)
“Una voce calda, avvolgente, capace di virtuosismi composti e mai eccessivi.
Melodie pop che riescono a non scadere nella banalità dilagante del mainstream. Testi ricercati, ma assai lontani dalla verbosità anti-musicale fine a se stessa” (CISCO MAGAZINE)
“Veramente interessante questo secondo album della cantante veronese Veronica Marchi (…) un consiglio a chi piace il pop, ma anche a chiunque piaccia ascoltare buona musica di artisti assolutamente in crescita, non perdetevi “L’acqua del Mare non si può bere” (ONDALTERNATIVA)
“Scorrono come gemme d’acqua su foglie tenere le tredici canzoni ordite da Veronica Marchi, scorrono e restano nelle sfumature di una gola fertile. Fluiscono come i passi di chi, preservando il candore, cresce giocando, cercando e camminando” (Lost Highways)
“L’acqua del mare non si può bere” di Veronica Marchi è un disco completo, minimalista e accattivante, e segna la rinnovata crescita dell’artista veneta, sempre più padrona di un’identità musicale propria” (SALTINARIA)
“Tredici tracce intrise di una sonorità dolce, vivace, accattivante” (IL VERONESE)
“La Marchi è maturata, più di quanto ci si potrebbe aspettare da un’artista della sua età (…) una cantante vera e non di plastica costruita in un reality-tv (…) il talento è palese” (IMPATTO SONORO)
“Veronica Marchi, una cantautrice di sicuro talento.
Il nuovo album L’acqua del mare non si può bere propone testi di raffinata fattura” (LUNGOTEVERE)
Info & Ufficio Stampa
Davide D'Aquino – iMiuzik Media davide@imiuzik.it
349 57 800 38
Classe 1982, Veronica Marchi nasce l'ultimo giorno dell'anno, all'una di notte.
Con grande soddisfazione dei suoi genitori dimostra subito una spiccata propensione per la musica: si addormenta sempre, dolcemente accompagnata dalle note delle canzoni di Renato Zero, che la mamma le fa ascoltare; apprezza e balla con sincero trasporto (con pannolone annesso) melodie di vario genere, in piedi (o meglio, barcollante) al centro del salotto di casa. Inizia a cantare all'età di quattro anni. Casualmente mette le mani sul pianoforte di sua sorella Marianna e suona ad orecchio le note di "Sapore di sale" di Gino Paoli, studia pianoforte per otto anni e a nove anni scrive la sua prima canzone. Da lì non si è più fermata: Concorsi, premi, accademie, concerti, demo…
Il 2005 è l'anno del suo debutto discografico.
Il suo disco d’esordio omonimo è prodotto da Luigi Pecere (La Matricula / Venus) e contiene dieci canzoni nate negli ultimi anni, vestite e colorate dalla stessa Veronica e Mauro Magnani, accompagnati da un ottimo manipolo di musicisti.
Gira l'Italia con il suo live acustico, nudo ed essenziale e iniziano così due anni di intenso lavoro attraverso i quali Veronica ha la possibilità di affinare e confrontare la propria arte con pubblico, addetti ai lavori e colleghi, come dimostrano le buone recensioni e le molteplici partecipazioni nei live di nomi noti della scena musicale italiana.
Arrivano poi i primi riconoscimenti, come la menzione nella classifica dei cinque ex aequo per la vittoria del Premio Tenco sezione opera prima, la vittoria del premio "Rai demo 2005", così come la prima edizione del Premio "Bianca D'Aponte 2005". Nello stesso anno inizia una brillante collaborazione con la band rock veronese Maryposh. Nel progetto Veronica è cantante, pianista e chitarrista. Nel 2006 si aggiudica la Terza edizione del premio "L'artista che non c' era" e chiude l'anno con la Vittoria della prima edizione del concorso "Songwriters".
Nel 2007 iniziano i lavori per il nuovo disco e prosegue il perenne movimento live.
La scaletta di Veronica incomincia ad offrire brani inediti e il responso è subito positivo. Nel maggio dello stesso anno si aggiudica il Premio della Critica al "Premio Canzone d'Autore" città di Ghedi, di fronte all'ennesima schiera di critici e addetti ai lavori.
A gennaio dello stesso anno è in studio a The Cave (Catania) per la lavorazione del primo album di Maryposh, prodotto da Giusy Jp Passalacqua, e che vede la collaborazione di nomi quali John Bonnar (Dead Can Dance, Lisa Gerrard…) e Daniele Grasso (già produttore di Diego Mancino, Afterhours, Jolaurlo…)
Il 21 giugno del 2007 esce in digitale "SALDI DI PRIMAVERA" il primo singolo che anticipa l'uscita del nuovo album.
Veronica torna in scena con una ballata dalle sonorità accattivanti attraverso le quali offre una riflessione sulla diversità e i dubbi che accompagnano questa generazione inquieta e poco rispettosa. Prodotto dall' inseparabile Luigi Pecere e curato artisticamente dalla stessa Veronica è questo il biglietto da visita di quello che sarà il secondo capitolo del suo cammino discografico.
A luglio Vince il GIFFONI Music Concept 2007 con il brano inedito "Splendida coerenza", aggiudicandosi entrambi i premi a disposizione (1°posto e critica).
Il 9 maggio 2008 esce finalmente il suo secondo lavoro intitolato “L’acqua del mare non si può bere” (LaMatricula/Venus) in tutti i negozi di dischi.
Lord Theremin anche poeta ? Ma va la. ma va la impossibile.... Noo davvero, vai a leggere la sua prima poesia della raccolta " Poesie da leggere con la erre moscia " Ma dove la trovo ? nel suo nuovo Blog su maispeis. ma è gratis ? Si però gratis devi dirlo con le erre moscia sennò non vale azz ci vado subito grazie si ma grazie devi dirlo con la erre moscia a e vero scusa