Grand Carabs - VIDEO COCCOBELLO ON!!'s Latest Blog Entry
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Info-Biografia
I Grand Carabs esordiscono nel 1997 con un demo autoprodotto intitolato PLAGIO, MANIA E CONTAGIO costituito da sei tracce inedite in bilico tra quello che sarà il loro suono e certe poliritmie alla Primus. La seconda autoproduzione è PERSONAGGI TOTALGLOBALI del 2001 a cui segue GRAND CARABS del 2002 e LA GRANDE ESPOSIZIONE UNIVERSALE del 2004, probabilmente il lavoro più compiuto tra le produzioni indipendenti della band a cui farà da appendice un ambizioso spettacolo live intitolato IL DIARIO SEGRETO DI POISON JELEFE, racconto letterario tra ‘800 e ‘900 che segue la biografia di un personaggio tratteggiato sullo sfondo di un’Europa in trasformazione attraverso i resoconti del suo diario, tra l’onirico e l’ordinario. Il suono dei Grand Carabs a questo punto è già fatto degli elementi che costituiranno in un certo senso il loro debutto discografico ufficiale: Malinconia alcolica all’italiana, bizzarrie funky, decadenza letteraria, immaginario cinematografico, illusionismo fine ‘800.
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A FUOCO LENTO
La musica dei Grand Carabs distilla la linfa migliore del cantautorato Italiano miscelandola in un cocktail esplosivo e bizzarro fatto con gli ingredienti del Frank Zappa più ironico, il Buscaglione più alcolico e un retrogusto letterario preso in prestito da suggestioni futuriste, scapigliature lussuriose e uno strano illusionismo tra '800 e '900 che ricorda le antiche tecnologie indietro nel futuro tipiche di un romanzo di Jules Verne. Un suono immediato quello dei Grand Carabs che in virtù di una potente forza comunicativa non abbandona la possibilità di sperimentare. Le performance live della band, tra potenza e allucinazione, trascinate dal frontman Fabio Tarocchi trovano massima espressione nell'album a fuoco lento, prodotto da Donato Masci di Danza Cosmica, che riassume i dieci anni di attività di una band rimasta fino ad adesso in un prezioso status di culto. La forza dei Grand Carabs sta proprio in questo crocevia tra stomaco e intelletto, follia e mitologia; è un paesaggio a tratti burlonesco quello descritto dai testi di Fabio Tarocchi, piccole spuntature letterarie che rievocano ambientazioni di fine ottocento, la commedia crudele di Dino Risi e surrealtà assortite del contemporaneo. Il loro è un percorso che ha l'ambizione del racconto letterario, i suoni del nostro cantautorato migliore e la forza della grande illusione cinematografica.
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