-------PREQUEL ALBUM: DECEMBER 2009. HOURUS RECORD-AUDIOGLOBE------
USCITA LA RISTAMPA DI SONGS FOR JETHRO VOL.1!!!!!!!http://www.emusic.com/album/Various-Artists-Songs-for-Jethro-Vol-1-MP3-Download/11368129.html
R E C E N S I O N I
www.rock-impressions.com
Che l’Italia sia ricca di talenti e di ottimi musicisti lo sappiamo e non perdiamo occasione di ripetercelo, di ricordarcelo, perché nonostante questo sia assodato, c’è sempre bisogno di affermarlo, forse perché uno dei mali maggiori del nostro panorama è la presenza di tanti ottimi musicisti che si limitano a fare i turnisti, i gregari, i tribute artists, le cover a vita e via discorrendo e pochi, anzi pochissimi ci mettono del proprio ed è un peccato, perché quando lo fanno spesso raggiungono dei risultati sorprendenti, che nulla hanno da invidiare agli amici stranieri. I Mo Machine nascono proprio dalla voglia di alcuni musicisti nazionali di grande valore di fare musica in prima persona.
Il sound proposto da questo supergruppo è un hard rock decisamente moderno, tanto concreto quanto proiettato al futuro. L’hard rock evoca subito gli anni ’70 e di sicuro questi sono presenti nel modo di suonare insieme, per come è impostato il disco, infatti troviamo anche del pop evoluto, del funky, del jazz, del prog, una libertà espressiva che era abbastanza comune nei seventies, ma che è spesso venuta meno nei decenni successivi, ma a parte questi cenni non si tratta assolutamente di un disco vintage o in qualche modo retrò, basta dare anche un timido ascolto per rendersene subito conto, perché gli arrangiamenti sono il punto di forza del disco, che parte benissimo con “Masterpiece”, un brano pieno di enfasi e di tensioni elettriche dall’impatto assolutamente godibile. Ma se vi dovessi descrive ogni singolo brano del disco mi sevirebbe troppo tempo e non lascerei a voi la soddisfazione di gustarvelo in pace col piacere di scoprire da soli quanto sia ricco di sfumature e di particolari, che vi si sveleranno solo dopo ripetuti ascolti.
Prequel dei Mo Machine è un super disco, pieno di ottima musica, magari non ha un brano guida, di quelli radiofonici per intenderci, che possa lanciare il disco, ma anche per questo è ancora più bello, perché non è fatto per fare soldi, ma per fare musica e al giorno d’oggi sembra quasi un’utopia. GB
WWW.METALLUS.IT
MO MACHINE
"Prequel"
Rock Over Records / Audioglobe 2009
voto: 7
Gorgoroth @ MySpace
05/11/2009
Un trio di session man all’opera per “Prequel”. I Mo Machine giostrano con generi diversi, mostrandoci come possano interagire fra loro. I Mo Machine coniugano l’amore per il pop e il rock sofisticato, eseguito con una produzione pulita, facendo uso di assoli che, non ruggiscono, ma graffiano con classe. Nel loro caso potremmo affermare che ne uccide più la penna (del songwriting) che la spada (di produzioni edulcorate). Insomma una band poliedrica che oscilla fra atmosfere jazz in “Princesse Bag”, e sezioni vicine all’andatura di “Money” dei Pink Floyd in “Cream”. Dimostrano sensibilità, capacità di osservare attraverso angolature diverse, adottando uscite laterali che permettono di evitare soluzioni comode e prevedibili. “Fire” lascia posto alla più tranquilla, e pensosa, “Leave The Pain”, dagli interessanti intrecci vocali. “Prequel” è un disco che ama melodia, forza e testi che non risultano invadenti. La scontatezza lascia spazio alla fantasia degli innesti fra linee melodiche diverse, gli assoli, delicati, fanno sognare, mentre i tre s’impegnano nella ricerca di soluzioni alternative. Diciamo che suonano per il gusto di produrre qualcosa che piaccia prima a loro e poi al pubblico: “Time Is An Animal”. Nel finale “Disaster Pt.1”, buon mix di rock con larghe aperture jazzistiche, fatte di note acide soffiate dal sax di Alessandro Bosco, si dissolve e riparte in “Disaster Pt 2” che esplode in mille colori sgargianti, come se fossero proiettati da un occhio di bue impazzito. Chitarre immerse nel wah-wah, tastiere liquide e ritmica possente avvolgono la voce di Alessio Colosi, lasciandoci lo spazio necessario per poter gustare questa ricca ricetta, fatta di gustosi ingredienti.
Giuseppe Celano
"CLASSIX" OTTOBRE NOVEMBRE 2009
"Dietro ai MO MACHINE ritroviamo alcuni dei turnisti italiani che negli ultimi anni hanno contribuito al successo di importanti nomi della discografia italiana. Francesco Bottai, Alessio Colosi e Pino Gulli con questo disco desiderano far ascoltare la "loro musica".
‘Prequel' è un disco tanto vario quanto compatto, solido dove tecnica, gusto ed ironia - grazie ai testi asciutti e mai banali di Alessio Colosi - creano un equilibrio dalla rara ed unica bellezza: è un disco per chi ama la musica come la amano i suoi autori."
RECENSIONI DISCHI IN ITALIANO
--------MUCCHIO SELVAGGIO---------FERRO TORTO 2006:
Seppur con colpevole ritardo, ci sembrava doveroso dar notizia dell’uscita di
“Ferro torto”, ultima fatica de La Macchina Ossuta. Prossima a celebrarre dieci
anni di attività, la formazione capitanata da Francesco Bottai ed Alessio Colosi
ha recentemente rimaneggiato il proprio organico definendo una line up a sei checomprende – oltre al bassista di sempre, Carlo Sciannameo – anche quel Pino Gulli che abbiamo conosciuto dietro i tamburi di C.S.I. e PGR.
Con all’attivo già due album e altrettanti mini CD, la band si è guadagnata un
buon seguito di appassionati, soprattutto nella natia Firenze dove spesso si
esibisce dal vivo. Non a caso la sua forza espressiva risiede soprattutto nelle
doti tecniche degli strumentisti, convogliate nella creazione di un suono
intenso e corposo, che proprio sul palco diventa inevitabilmente travolgente.
A dispetto del titolo, che potrebbe calazare meglio per un’opera industriale, il
nuovo CD muove intorno a calorosi standard rock blues, con la sola pretesa di
coinvolgere l’ascoltatore in un’altalena di graffianti episodi elettrici e più
intimi momenti acustici.
Dunque nulla di nuovo sotto il cielo toscano; eppure, quando non inciampa in
testi dal senso troppo oscuro o in schemi espressivi eccessivamente banali, La
Macchina Ossuta è in grado di proporre brani dall’accattivante piglio armonico e
dalla lodevole perizia esecutiva (http://www.macchinaossuta.it/).
FABIO MASSIMO ARATI
IlPopoloDelBlues-FERROTORTO 2006
Good rock n’ roll from Florence, Italy
E’ genuino e coraggioso rock targato Firenze quello della Macchina Ossuta, capace di unire chitarre ruggenti e stilemi del rock internazionale a visionari testi in italiano.
Ferro Torto .. un buon disco e una produzione originale, in cui il gruppo riesce, oltre che a far sentire il proprio sound, a cercare delle soluzioni musicali personali e che sappiano sposarsi senza contrasti con la lingua italiana.
Le parole descrivono e raccontano immagini inusuali,a volte un po’ folli, in equilibrio tra la metafora, l’introspezione e il fantastico.
La musica sa aprirsi, oltre che agli immancabili brani piu' rock come “pollo”, a momenti pi.. melodici come la title track “Ferro Torto”, dotando sempre i brani di una positiva buona cantabilita'.
I momenti meno efficaci dell’album sono alcune inclusioni di parlati e commenti fuori campo inseriti all’inizio di alcuni brani, mentre alcuni testi divagano un po’ ai margini del nonsense. La Macchina Ossuta e' pero' un gruppo valido e con ottime capacita' tecniche, e che soprattutto, cosi' almeno si riflette ascoltando il disco, in una citta' come Firenze che ha alle spalle una solida tradizione rock, comunica la voglia di imprimere alla propria musica caratteristiche originali e di indipendenza creativa, sforzandosi di offrire un prodotto in cui l’ascoltatore possa ravvedere qualcosa di riconoscibile da tutto il resto.
Giulia Nuti
VECCHIE RECENSIONI: DEBASER.IT- MO 1999
Con quale alone di paranoia comprate un disco di un gruppo natio della patria di un Nek, di una Tatangelo o di un Pupo? Diffido, cazzo, è come comprare banane in Groenlandia o maglioni a collo alto a Cuba.
Certo, è vero, non tutti i nostri gruppi fanno cagare, ma non è che la nostra penisola pulluli di gruppi che si discostano dal risentito.
Capita, per caso, una volta ogni tanto, di sentire qualcosa che va oltre il banale. Capita di andare a vedere un concerto del Banco del Mutuo Soccorso e di sentire la Macchina Ossuta. Capita di rimanere colpiti, non dall'impatto scenico o da suoni eccelsi, ma da musica vera, da buoni suoni, dalla cura dei particolari. Testi ermetici e misuratamente poetici, lontani dalle frasi cerebrolese tipiche o da cantiche da Oscar dello scontato.
Apre "L'ultima rata", chitarra filtrata con wah-wah, percussioni e voce. Ritornello con chitarra acustica, pianoforte, rifinita bene ma non sovraprodotta, l'orecchio cade sulle parole che si contorcono e si fondono sulle melodie dipinte. Più rock, "Umanoide", voce distorta che intriga ancora oltre i testi ("si sta di fronte ad ogni uscita/ che produca rumore/ dove non ci si diverte a cercare/ di ottenere/ galanteria umida"). "1985" è quasi funk, come trascinanti sono i ritmi di "Aspetto" e "Caduto dal carro", mentre con "Canestro" e "Lo specchio" si va verso atmosfere delicate. Due cover, una è "Skating Away" dei Jethro Tull, l'altra è "More trouble everyday" di Frank Zappa (fra l'altro compaiono anche nel disco tributo italiano a Zappa "Frank you, thank" delle edizioni "Il Manifesto").
Si può, o si poteva, visto che il disco risale al 2001, parlare di musica nuova? No, perchè non hanno inventato davvero nulla, ma usano quello che c'è per fare canzoni che, perlomeno, definirei d'autore, che non sono un copiaticcio del genere che va nel momento. E poi consiglio: se passeranno vicino voi a suonare dal vivo, andate a vederli che rendono veramente bene, anche se sfiorano la timidezza per come stanno nel palco.
Disco da ascoltare, da capire, e da riascoltare ancora. Provare per credere. E per otto miseri euro, fatelo questo maledetto sforzo...
Ho lasciato i bambini
A sputarsi addosso
E gli altri a salutare dai finestrini
Ho ceduto i comandi
Al pilota corrotto
Ed ho ceduto tutto
Ma ho dimenticato di pagare
L'ultima rata di dolore
Ciao, grazie per esserti arruolato nell’esercito Make It Happy, il miglior punk-rock da camera che tu possa ascoltare. Se hai tempo facci sapere cosa ne pensi delle nostre canzoni, è molto importante per noi. Saluti da Padova.
weee belli, grazie x l'add!!! Oh, spero di rivedervi presto al Binario3, x adesso siete invitati al mio blues-concert il 13 giugno, sempre al Binario3!!!(vedi bacheca)...keep the blues alive!!!
Ciao ragazzi! Benvenuti fra gli amici più prog dello Stivale! Se vi piace il nostro PROGetto, mandateci una breve descrizione, come indicato sullo space! Vi inseriremo nel nostro blog e vi aggiorneremo periodicamente con i contatti delle altre band, per rendervi più facile l'organizzazione di date!Da poco è anche attivo il nostro forum, l'unico per band prog emergenti d'italia! Dateci un occhio (www. progressivecorner. forumfree. net)!!! Che il progresso sia con voi!! -Luca
Benvenuti...e grazie per l'aggiunta!!!un incontro sonoro davvero interessante..sonate proprio pe sonà!..complimenti!!!Se passate dal nostro space lasciate un commento se vi pare...un saluto,FALENA..
GRAZIE PER LA GIUNTA! A metà marzo (da definire se Sabato 15 o 22) inaugureremo il Music Club /Sala prove Birra gratis per tutti fino ad esaurimento scorte Vi aspettiamo a boccale teso!! Ciao Francesca BLACK DOG francesca