mar.core + nihilNONorgan + ripley8 + system shutdown
Influences
aleister crowley - alejandro jodorowski - alternolan - alien - alva noto - antonin artaud - antrax morgue - aphex twin - art rimbaud - autechre - bela bartok - benjamin perét - black lung - black sun productions - brion gysin - can - carmelo bene - claude sautet - clive barker - clock DVA - coh - coil - cranioclast - crass - cubanate - current 93 - david cronenberg - david lynch - death in june - derek jarman - donatien alphonse francois de sade - edizioni nautilus torino - einstuerzende neubauten - elio petri - ennio morricone - event horizon - faust - federico fellini - genesis p. orridge + psychick TV - georg trakl - gianmaria volonté - gottfried benn - hafler trio - hakim bey - hassan i sabbah e gli haschischins - hp lovecraft - hr giger - ingmar bergman - isidore ducasse - i surrealisti - ivan "tuvog" cattaneo - james g. ballard - jean pierre jeunet - jhonn balance - john zorn - j.l. borges - kip hanrahan - klinik - krisma - labradford - laibach - la sottile linea rossa - lars von trier - luigi nono - lustmord - maetrik - matmos - maurizio bianchi - max stirner - michael gira + jarboe - michelangelo antonioni - moebius - nihilNONorgan - nurse with wound - organum - pan sonic - pankow - pierpaolo pasolini - pink floyd - plastikman - popol vuh - raoul vaneigem e il movimento dello spirito libero - rob zombie - robert fripp - roberto rossellini - scanner - sesto senso - shankar - sigillum s - simon balestrazzi - sòfia gubaidulina - sol invictus - SPK - stanley kubrik - syd barret - TH 26 - the wachowski brothers - thighpaulsandra - throbbing gristle - unbreakable - werkbund - william burroughs - william gibson - z'ev - zoviet france
Quando ci riferiamo a noi stessi in rapporto al gruppo non diciamo mai "i" Machina Amniotica. Noi siamo membri della Machina. La Machina. Al singolare. Essa comprende ognuno di noi con le sue peculiarità ma è un'altra entità. Quello che rende unico, non noi, ma la Machina è la presenza nostra e di tutte le persone che di volta in volta hanno collaborato con noi, come parte di un reale progetto collettivo. La voglia di ascoltare, di farsi visitare, di essere travolti e poi restituirne il risultato. Una unicità molteplice: una distesa di fluidi e gas, di varchi aperti e accessi verso altri mondi, in cui le nostre energie vengono risucchiate e allo stesso tempo alimentate da nuova linfa. Naturalmente se al posto nostro ci fossero delle altre persone, il gruppo sarebbe ugualmente unico: ma non sarebbe la Machina.
Il nome è stato pensato come assonanza fra i concetti di artificiale e naturale creando una parola nuova. Machina anche come Ex-Machina (ovvero il meccanismo che dietro le quinte muove la scena) Amniotica come liquido vitale che tutto nutre e in cui tutto cresce come sacca di isolamento dal mondo esterno o come protezione e immersione nel proprio essere in-finiti. Una Machina che produce idee entro uno stato ancora preUmano preNatale preLogico. Una Machina che prolifica i suoi piccoli esseri mutanti.
Non ci piace che vengano separati i singoli elementi che concorrono a dar vita alle nostre creature e che vengano vivisezionati prescindendo dal contesto. Il nostro tentativo di ricerca è di unire diversi mezzi espressivi che, pur mantenendo ognuno le proprie peculiarità, concorrano a cercare di crearne uno nuovo. Che li comprenda tutti senza essere allo stesso tempo nessuno di essi. In questo senso la costruzione può liberamente partire da ognuno di questi elementi per poi reinventarsi rimbalzando dall'uno agli altri funzionalmente alla fusione finale. E' sicuramente ragionevole obbiettare che da un punto di vista accademico o filologico questo tipo di processo può portare alla creazione di mostri chimerici, ma ci sentiamo abbastanza attratti dalle contaminazioni e diffidiamo dalle razze pure allo stesso modo con cui ci sentiamo distanti da ogni tipo di accademia. Noi siamo il tramite dell'operazione alchemica che avviene all'interno della machina amniotica. Questo è il ruolo. Anche rimanere zitti e fermi a fissare il pubblico per un'ora senza fare altro, se dall'interno della pulsazione questo viene richiesto. Il compito è aspettare il momento del contatto per la produzione ed essere il tramite per l'espressione
Le influenze della Machina sono molteplici e, probabilmente, innumerabili: dal caro vecchio zio Bill Burroughs a David Lynch; da Crowley a Perét; dai Coil a Morricone... (una lista esaustiva è nelle note di copertina del nostro album "Intricata Transitoria"). Partendo dal presupposto che nessuno può esprimere (output) più di quanto possa incamerare (input) - e in questo senso la Machina è veramente onnivora - periodicamente diventa necessario tentare di produrre qualcosa per abbassare il livello di saturazione degli input. Appagare il desiderio alchemico di essere noi stessi a tradurre i segni. Ciò che influenza tutto ciò che la Machina produce è l'uomo e non "gli" uomini. In poche parole quello che più ci muove è l'appetito e il desiderio, la curiosità e la malattia.
Ognuna delle azioni della machina rappresenta un momento di un percorso di ricerca che contiene i precedenti e lancia le basi per i successivi. Non esiste un traguardo, esiste solo il percorso. L'unica cosa su cui è possibile agire sono le modalità con cui percorrerlo. Luso di macchine consapevolmente deviate ad arte dal loro percorso codificato, linsieme di suono, parola, rumore immagini e quantaltro, è funzionale al nostro tentativo di testimoniare la multidimensionalità del presente. Ci affascina la sua imprevista e imprevedibile a-temporalità legata a elementi radicati nel passato e a pensieri azioni e immagini che cercano il futuro.
L'utilizzo del video dal vivo, ad esempio, è funzionale all'annullamento della presenza fisica del gruppo sul palco. Siamo convinti che una volta che i brani sono stati elaborati debbano vivere di vita propria. La nostra presenza sul palco è esclusivamente funzionale a dare corpo, voce, suono e colore ad un altra entità che è appunto la Machina. Non esiste alcuna soluzione per ricreare le immagini che vengono evocate: ogni immagine evocata dalla musica dalla parola dal rumore è tua e solo tua .. noi siamo il tramite: la nostra è una versione possibile, una interpretazione: le immagini che vedi e che devi vedere sono tue e soltanto tue. Ricavando delle Zone Temporaneamente Autonome di sospensione del tempo e delle consuetudini.
machina amniotica - new york berlin - installation 2oo6
-for V-Art video art festival Italy 2oo7
-for Experimenta festival Italy 2oo7
-video installation for the presentation of the book Allegorie metropolitane ed.Cuec 2oo6
Allegorie metropolitane - Metropoli come poetiche moderniste è il libro edito dalla Cuec, che Mauro Pala ricercatore dell'ateneo di Cagliari nella comparatistica letteraria, ha dedicato alla città come parametro del moderno. A partire da due testi paradigmatici del modernismo, Berlin Alexanderplatz di Alfred Doeblin e Manhattan Transfer di John Dos Passos, l'autore intraprende un percorso di analisi della trasformazione della città in metropoli, dalla Berlino del primo alla New York del secondo. Grazie alla sua duplice formazione accademica come anglista e come germanista, Mauro Pala procede secondo una prospettiva multimediale integrando il suo testo con un DVD realizzato dal gruppo di sperimentatori cagliaritani Machina Amniotica, attivi in ambito musicale, visivo e letterario. L'assemblaggio delle immagini, in gran parte tratte da materiale d'epoca, è tale da far risaltare i limiti della percezione, che non può focalizzarsi su una pluralità di eventi visivi proposti contemporaneamente. E proprio la crisi della percezione, bombardata da una quantità d'informazioni d'ogni genere nella società contemporanea, e rispecchiata dalla trasformazione della città in metropoli, a sua volta caratterizzata dal cambiamento nella composizione architettonica. Gli architetti moderni non usano più la pietra, materiale da costruzione e simbolo della città classica, ma il ferro, materiale da costruzione e simbolo della metropoli moderna. Transizione che si manifesta nel passaggio dalle strutture in pietra dei templi greci a quelle in ferro della Tour Eiffel di Parigi o delle stazioni dei treni delle metropoli novecentesche, ovvero nel passaggio dalla staticità delle epoche premoderne al dinamismo della modernità, come ci insegnano movimenti artistici del primo novecento quali Futurismo e Vorticismo.
(Ignazio sanna - tratto da UnicaNews -- bimestrale dell'università di Cagliari -- anno 6 n°32 -- gennaio 2006)
machina amniotica - a moonlight odissey - installation (excerpt: _chapter two MEET) 2oo7
- featuring ripley8' moon photographs - original soundtrack mar.core
"A 25 minute piece "Incubi -- Succubi" was born as a live act by Svart1 (Italy) and Daina Dieva (Lithuania) for the opening of an exhibition of the painter Daniele Serra, and performed in an art gallery in Cagliari (Sardinia, Italy) on the 9th of December 2008.
A common point of departure for this musical soundscape was the theme of the exposition - darkest nightmares. And so it flows wandering through post-folk, saturated in dark ambient and covered in the shelters of industrial, closing the circle with the post-folk chant again.
This peace is meant to be perceived as a soundscape for a moonlite night - closing the eyes under the sparkling path of the full moon and letting go of this world. A first phase of sleep is a handful of memories, feelings and illusions, the second phase - the heavy sleep - is a torture of nightmares, the third phase lets you rest in the dreamlands of childhood, while the fourth pushes back to suffering the darkest night hours. Finally the first rays of the sun enlighten the feverish dream and calls out to enchanted awakening.
Il 6-7-8 aprile 2009, al RIALTO SANT'AMBROGIO (Roma, Via di S. Ambrogio 4, presso Largo Argentina) terrò il seminario "IL SUONO E L'IMMAGINE. MUSICA, VOCE, RUMORE E SILENZIO NEL FILM", articolato in tre incontri intensivi (ognuno di 3 ore): LUN 6 aprile ore 11:00-14:00 MAR 7 aprile ore 15:00-18:00 MER 8 aprile ore 11:00-14:00 Attraverso l’analisi di numerose sequenze (da "Frankenstein Junior" a "Shining", dai Monty Python a Tarkovskij, da "Sussurri e grida" a "Psycho"...), parlerò di suono cinematografico a 360 gradi: fatto non solo di musica, ma anche di parole, di rumori e persino della propria assenza. Il seminario è rivolto non soltanto a professionisti (o aspiranti professionisti) del settore cinematografico, musicale o della musica da film, ma anche a semplici appassionati, curiosi di approfondire un tema (il suono nel cinema) generalmente relegato nello spazio di un capitolo di qualche saggio sul linguaggio cinematografico e trascurato dai percorsi formativi cine-televisivi. Per ulteriori informazioni o per iscriversi al seminario, scrivere a scatolesonore@gmail.com o telefonare al 3476051537.
PERFORMANCE AUDIOVISIVA CHIMERA + PROIEZIONE DI CIPRI' E MARESCO
A "coronamento" del seminario, seguirà - GIOV 9 aprile 2009, ore 22:30 - una performance audiovisiva che vedrà Massimo Ceccarelli (contabbasso + loop station), Renato Ciunfrini (sassofoni), Stefano Giust (batteria) nel live integrale di "Chimera" (mio ultimo progetto sperimentale), che in questa occasione accompagnerà dal vivo la proiezione del film muto - edito dalla RaroVideo - "A memoria" (1996) di Ciprì e Maresco.