Acidiviola
Prima di tutto un occhio buttatto allo stoner e alla psichedelia, una voce (o meglio ancora, due) che ricordano gruppi importanti della scena indie italiana come Marlene Kuntz, ma non solo (qualcosa ricorda pure i Deasonika), un'attitudine che ti spiazza e che ti colpisce lasciandoti piacevolmente scosso. Tre brani su quattro funzionano più che bene: la strumentale "Il paracadutista equino" mischia il desert rock con un comportamento pronto a spaccare tutto appena l'ascoltatore si distrae. "Dolce miele" è un brano che ci mette un pò a partire, ma che quando lo fa - quando entrano le voci, capovolgendo totalmente il ritmo del brano - lo fa sul serio (vedi per esempio quando le due voci ti urlano "non ci resta che vedere se funziona" - e direi che si, funziona). La chiusura ("ninna nanna per grisù"), invece, porta all'orecchio sonorità più diluite e strumentali rispetto alle precedenti a metà tra psichedelia e - soprattutto - un post-rock non pulito. C'è molto di già sentito, ma rinnovato in un modo particolare. Che è sicuramente un punto a favore.
Audiodrome - Luglio 2009 (a cura di Giampaolo Cristofaro)
Grazia dai denti aguzzi.
Profonda vena psichedelica, chitarre sature a lambire svolazzi noise, per una versione più mantrica e meno drammatica dei Marlene Kuntz. Solo lievi le similitudini con il gruppo di Cuneo, soprattutto quando affiora il cantato come in “Scena Tragica” e “Dolce Miele”. Capacità tecniche non indifferenti sono accompagnate da una verve compositiva non ancora del tutto personale, ma intrigante e solida. Suoni interessanti che toccano anche certo post-rock più marcio nella finale “Ninna Nanna Per Grisù”, fan sì che il demo fili via che è un piacere, anche se quattro composizioni sono ancora troppo poche per valutare ciò che i Male Di Grace han dentro da esprimere. Nel frattempo la strada giusta sembra essere stata intrapresa, si rimane in attesa di altri “diari di viaggio”,
magari più corposi.
Nerds Attack! 4 Maggio 2009 (a cura di Dante Natale)
Buon demo d’esordio per questi ragazzi di Milano. Ragazzi che hanno ascoltato molto della scena americana anni ‘90 e ‘80: Dinosaur Jr, Jesus Lizard, Melvins. I brani sono tutti costruiti sul riffing delle chitarre che, sopratutto nella strumentale ‘Il Paracadutista Equino’, riescono a creare un muro psichico eccellente. Buona anche ‘Scena Tragica’ sopratutto nella parte finale più rumorosa. ‘Dolce Miele’ sa molto di Marlene Kuntz, brano velenoso e ieratico, mentre il momento migliore è l’ultima strumentale ‘Ninna Nanna Per Grisù’. Sono ancora un po’ grezzi e spigolosi all’ascolto ma le qualità per un prossimo lavoro più professionale e interessante ci sono tutte.
Rockit - 19 Febbraio 2009 (a cura di Diego Ferreri)
Si può essere eterei e psichedelici pur mantenendo un saldo contatto alla crudezza del rock? La risposta provano a darcela i
Male di Grace con il loro omonimo EP. Quattro pezzi che si inseriscono bene in quella zona grigia, in bilico tra la ricerca di un suono quasi effimero ma ancorato a ruvide fondamenta. Ci danno un assaggio del loro "equilibrismo" nella prima traccia "Scena tragica", che apre con un gustoso intro e continua anche meglio richiamando le sonorità di stampo marleniano, mentre in "Dolce miele" aggrediscono chi li ascolta con un pezzo urlato e tiratissimo dai suoni di una Seattle a me tanto cara. I
Male di Grace ci consegnano così un demo acerbo ma che lascia ben sperare per il futuro.
Alone Music - 22 Dicembre 2008 (a cura di Francesca)
Quattro ragazzi provenienza Milano e provincia.
I
Male di Grace
sono un gruppo concreto che non si perde i mille fronzoli per attirare
l’attenzione: mettono in primo piano la musica e lasciano che sia
questa l’unica protagonista.
Il loro biglietto da visita è un promo contenente quattro brani, due
dei quali strumentali, azzardo questo che non molti osano perché si sa
per quanto ben suonati i brani senza la parte vocale hanno generalmente
meno appeal.
Comunque sia dove il cantato c’è il gruppo non lo rilega certo ad un
ruolo marginale: in “scena tragica” e “dolce miele” la voce ha un
compito più che mai caratterizzante aggiungendo ai pezzi una forte dose
di incisività. L’attitudine ed un sound d’impatto ruvido ma suadente
fanno tornare alla mente i primi Marlene Kuntz ed in particolare “dolce
miele” potrebbe essere una degna erede di “sonica” accomunata a questa
da un modo di cantare che è quasi un grido.
La prima traccia invece può in qualche modo far pensare ad alcune
soluzioni scelte anche dai Verdena per il loro ultimo cd “Requiem”.
Come afferma il gruppo sulla pagina myspace troppe sono le influenze,
anche o forse soprattutto straniere ed è proprio l’insieme di tutte
queste unite ad un grande talento a dare un risultato molto particolare
e distinguibile.
L’universo dei Male di Grace è oscuro e tendente alla psichedelica.
I brani strumentali sono entrambi ottimi. Basso e batteria sostengono saldamente le melodie delle chitarre.
“Il paracadutista equino” ha un andamento piuttosto pesante con un
groove ossessivo e la chitarra che dalla metà brano in poi si lascia
cadere in piccole incursioni distorte.
”Ninna nanna per Grisù” è un brano meno “d’assalto” ma molto
interessante perché dalla trama ricca di dinamiche che si alternano
rendendo l’ascolto non noioso.
Il giudizio complessivo è decisamente positivo e invito tutti all’ascolto: un gruppo concreto e di qualità.
Complimenti ai
Male di Grace.
Genovatune.com - a cura di Alberto Marinelli - 7 Ottobre 2008
Quando i Black Sabbath incontrano i Marlene Kuntz: I
Male di Grace si propongono con un rock dalle spiccate attitudini stoner, testi immediati e d’impatto, dissonanze lisergiche e ritmiche da headbangingal rallentatore.
Scena Tragica è il primo atto di questo lavoro, composto da quattro pezzi, che mostrano un’ attitudine tutta orientata verso un nuovo modo di concepire lo stoner, senza dinamiche troppo ossessive, con una certa dose di psichedelia e con suoni (soprattutto sulle chitarre) che si rifanno agli albori di questo genere. Un buon pezzo, dalle ritmiche interessanti e dal ritornello accattivante. La strumentale Il Paracadutista Equino si fa apprezzare per l’intro decisamente sulfureo (immediato il paragone con qualche riff già sentito negli Electric Wizard), proseguendo in un alternarsi di dinamiche che rimanda a sensazioni decisamente decadenti. Un bel giro di basso è la base su cui si assestano alcune note distorte, creando il giusto climax per Dolce Miele, pezzo dalle liriche urlate e dalle ritmiche nervose, mentre Ninna Nanna per Grisù(il cui solo titolo merita una lode) ci trasporta in una landa desolata, con il suo arpeggio distorto che evocando strani fantasmi si trasforma in un riff dalla presa immediata. Interessante l’evolversi delle dinamiche, che regala sfumature apprezzabili per tutto il pezzo.
Un buon gruppo, un buon lavoro, registrato bene e dalle mutevoli sensazioni, orientate prevalentemente verso fatalità e decadenza. Unica nota che mi sento di fare: due pezzi strumentali su quattro tendono ad appiattire un po’ questa produzione; la voce avrebbe forse meritato più spazio, visto che da quanto emerge dalle liriche di cose da dire ce nesono. Per il resto, il labirinto stoner-doom in cui ci vogliono intrappolare i Male di Grace è stato tirato su più che bene.
NoizeItalia - 19 Novembre 2007
Dalla provincia di Milano un gruppo capace di bilanciare ottimamente le sonorità alternative made in Italy con le influenze rock d'oltreoceano. Ottimi fraseggi strumentali e calibrati passaggi più 'ruvidi' che fanno bensperare per il futuro.