PALKOSCENIKO AL NEON - CAMPAGNA ELETTORALE 2009 VISTO IL FERVORE PER LE PROSSIME ELEZIONI PALKOSCENIKO AL NEON SI CANDIDA.NELLA FOTO IN ALTO LA REAZIONE DEL PARTITO CHE IN ITALIA OGGI RAPPRESENTA LA SINISTRA! P.S. COMING SOON:LUNGO LA STRADA EP BUON ASCOLTO!
Dopo la cacciata di ferrara Dopo il presidio/corteo contro la destra-fiamma Dopo la notte bianca di mercoledì che ci ha permesso di riprendere spazi all'interno dell'università... Mercoledì 16 aprile tutt* in piazza verdi! DIAMO UN CALCIO AL FASCISMO! ore 13 pranzo sociale dalle 15 street soccer & dj set
«A BOLZANETO RAPPRESENTANTI DELLO STATO PRATICARONO LA TORTURA.
MA SONO ACCUSATI “SOLO” DI ABUSO «Le testimonianze delle oltre 200 vittime delle violenze alla caserma di Bolzaneto hanno confermato quanto il movimento di Genova sostiene da quelle drammatiche ‘giornate cilene’ del 2001: le forze dell’ordine e il personale medico praticarono (o lasciarono praticare a loro colleghi) delle vere e proprie torture, fisiche e psicologiche, sui manifestanti fermati» dichiara Vittorio Agnoletto, portavoce del Genoa Social Forum ai tempi del G8 di Genova.
«Al dramma si aggiunge la beffa: dall’84 al 2001 i governi italiani non hanno trovato né il tempo nè la volontà per recepire nella legislazione italiana quanto previsto dalla Convenzione Onu contro la tortura. Ma c’è di peggio: quando, dopo i gravi fatti di Genova, si iniziò a discuterne la Lega propose che il reato di tortura scattasse solo nel caso fosse reiterato; come dire che la tortura praticata per la prima volta può essere tollerata!
Lo stesso governo Prodi non riuscì ad approvare al Senato una legge contro la tortura. Il risultato è che oggi chi ha torturato è e rimarrà libero, senza neanche scontare un giorno di detenzione, infatti tutti i reati saranno prescritti. Mi auguro che chi sarà riconosciuto colpevole venga almeno rimosso da qualunque incarico, dalla polizia, dalla polizia penitenziaria e da qualunque istituzione pubblica; e che nel caso del personale sanitario coinvolto l’Ordine dei medici assuma adeguati provvedimenti. Nessun italiano può pensare di affidare la propria sicurezza e la propria salute nelle mani di chi ha torturato.
La tortura praticata contro più di 200 persone è così equiparata a un abuso d’ufficio, reato grave per un sindaco o un magistrato che approfitta della propria posizione, ma che prevede una pena quasi ridicola rispetto ai danni arrecati non solo alle persone...