Nicola Cioce autorCantante Luglio 1969.
La donna grida, distesa sul tavolo da cucina. L’uomo ansima e impreca e prega, calcando i pugni sulla sua pancia rigonfia. Finché la vita irrompe in un vagito, vomitando il suo istinto di sopravvivenza sul piano di formica verde.
Cominciano così, nello stesso istante gridato al mondo, l’esistenza e la carriera musicale di Nicola Cioce: con un pianto/canto primordiale che già racchiude forza e incoscienza, purezza e tormento; le contraddizione di un padre che ti mette al mondo con un pugno e di una madre che ti ama così tanto da legarti la gola con due giri di cordone ombelicale per non lasciarti andare.
Molto più in alto, l’uomo sta lasciando la sua prima impronta sulla luna. E la luna forse decide di ricambiare, lasciando la sua impronta morbida e blu nella voce di Cioce.
Una VOCE che afferma e libera, che insegue l’armonia ma sa rifiutare l’ordine. Con questo strumento Cioce comincia ad esibirsi due decenni fa: prima insieme a Roberto Carminati col duo The Gnomes (folk irlandese); poi la parentesi funky elettrica con i Blufunk; qualche apparizione in formazioni corali (“Ensemble Shlomot” dir. Eyal Lerner, “Coro dei civici corsi di Jazz” dir. Giorgio Ubaldi, “Underground Gospel Project” dir. Angela Baggi). E ancora: dal novantasette, inizia la decennale avventura con i Macadam, formazione pavese con la quale Cioce avrà modo di cantare e suonare in diversi locali e teatri del nord italia, di aprire i concerti di Ruth Gerson e Bocephus King, e di realizzare un disco nel duemilaquattro.
Dal duemilasette cantare torna ad essere vagito, istinto di sopravvivenza: Cioce molla tutto quanto nella sua vita non si accordi con la musica, mentre ricerca parole nuove da incidere sul pentagramma. Ne nasce un diario acustico sentimentale che fa di lui un cantastorie pop: un autorCantante che narra storie semplici e preziose, intaglia testi nitidi come i segni che il tempo lascia sulla pelle, trasforma immagini in suoni, fisicità in atmosfere sensuali.
Determinanti per il percorso dell’artista gli incontri con lo scrittore Maurizio Baruffaldi (già autore per Giovanardi dei La Crus), con il chitarrista Stefano Brandoni alias Brando (Grignani, Renga, Dolcenera) che curerà la preproduzione artistica di alcuni brani e con il bassista-produttore Gianfranco Clerici che aiuterà Cioce a muovere i primi passi nella professione “songwriter”.
È un adulto che continua a crescere, diventa uomo innamorandosi. Delle donne, della saggezza delle mani. Della musica. Sempre.
Invito al Vocal Camp Ciao, ti invito al Vocal CAmp, settimana estiva dedicata allo studio e all'approfondimento della vocalità artistica. Consigliato a Cantanti, allievi di canto, attori, allievi di teatro e docenti che vogliano approfondire la propria conoscenza del canto MODERNO: tecnica vocale, interpretazione, ear training, canto corale, canto armonico, coreografie musical, recitazione, e tanto tanto ancora.. Se di tuo interesse visiona il sito: www.tecnicavocalemoderna.it sennò fai girare please. ciao ciao e grazie andrea tosoni
ARM ON STAGE live Folco Orselli Stefano Piro Claudio Domestico Alessandro Sicardi Daniele Parascandolo
Lunedì 20 aprile ore 21 e 30 Alla salumeria della musica di via Pasinetti 2 a Milano ingresso gratuito
All’interno del programma Rock Files di Ezio Guaitamacchi in diretta su Life Gate Radio Presentazione del nuovo progetto rock psichedelico E anteprima del disco in uscita a giugno.
Ciao Cantante che "accompagna il maestro Brandoni"!! Complimenti davvero x Sabato Mi è piaciuto lavorare con tutti Voi! Spero a presto From Marilunari RoB
UE NICO'!!! MA CHE BELLO SPACE...ALLORA HO RICEVUTO L'INVITO PER GIOV. CI SI VEDE LI' FORSE RIESCO A PORTARMI IL MARITO...MA!!! UN BACIONE ....COMUNQUE...PROPRIO UNA BELLA SERATA SABATO!!!