"QUESTO E' IL SUONO DELLA PELLE CONSAPEVOLE, DI ALTRA PELLE CHE SI AVVICINA..... QUESTO E' UN ATTO D'AMORE.." (Marco Carcasi Kathodik 09')
Sounds Like
KATHODIK -
Li avevo quasi dimenticati, in maniera criminale mi vien ora da pensare.
Li avevo lasciati alle prese, con le nevrosi elettriche del precedente “Apòkrifos” (2003).
Albo quello, complesso e nervoso, che procedeva per strappi emotivi, violenti ed improvvisi.
Son trascorsi cinque anni da allora, ed in silenzio, i Proteus 911 hanno intrapreso un percorso defilato, fatto di assestamenti di formazione, e minuziosa ed originale evoluzione stilistica.
Coraggio da vendere in questo mondo myspace, dove cinque anni rappresentano un'eternità.
Ma l'hanno avuta ragione loro.
“Where Roses Fall...” è delicato puzzle emotivo, un gioco di sensazioni traslucide, di rifrazioni luminosissime; una piccola gemma splendente in sostanza.
Le ferite di “Apòkrifos” paiono definitivamente rimarginate.
Ora, abbiamo a che fare con un gruppo dallo stile raffinatissimo e deliziosamente sensuale.
Richiami post (rock, punk o wave, fate voi...), sottili filamenti folk, lisergia rarefatta con inclinazione da soundtrack.
Uno splendore, di quelli che ti mangian le parole e ti stringono il cuore con dolcezza.
Ogni singolo brano trafitto e pervaso da atmosfere di una lucentezza siderale.
Registrato in un angolo di terra del Sud Italia, “Where Roses Fall...”, è perfetta trasposizione dell'azzurro intenso del mare che si perde nell'azzurro altrettanto intenso del cielo.
Undici serene osservazioni del quotidiano, undici amorevoli consigli gentilmente sussurrati all'orecchio.
Una sottile connessione, fra (ipotesi), dei Massimo Volume meno aggressivi (il cuore, è dalle parti di, La città Morta, o Qualcosa Sulla Vita...), e la psichedelia opalescente dei Breathless di Dominic Appleton (“Chasing Promises” in particolare).
Nel mezzo, sopra e sotto, richiami quasi cameristici, accenni e zoppicamenti blues, un potenziale brano da top ten sognata/bramata (l'iniziale Senza Sanguinare, i Marlene come potrebbero/dovrebbero essere).
E poi, poi, distese piane ed assolate, ed una gemma acustica (The Heart Of The Winter), che ti si avvita nel cervello e continuerai a fischiettare per giorni e giorni.
L'albionica Chi-Qiproduce, ed è un oltraggio, che in Italia nessuno si sia fatto avanti.
Fatevi esplodere il cuore, con gli arpeggi liquidi di An Obscure Fragility, il fiato caldo soffiato fra le mani di Dresden-Berlin, e poi rivolgete il viso al sole e chiudete gli occhi (Where Roses Fall...).
Ed osservare il ritmico gonfiarsi del petto nell'altra parte del letto, è qualcosa che contemporaneamente ti commuove ed induce ad urlare di gioia (Tears Of Evil e Mornings).
Questo è il suono della pelle consapevole, di altra pelle che si avvicina.
Questo è un atto d'amore.
Criminale ignorarli.
Stretti nella morsa dell'ultimo gelo invernale, ancora per poco.
Nel 2009 una lama gentile accompagnerà l'arrivo della primavera
MArco Carcasi
IL MUCCHIO -
Where Roses Fall..
Abbiamo dovuto attendere ben cinque anni, tanti ne sono trascorsi da “Apòkrifos”, per un nuovo lavoro dei Proteus 911, una delle più belle realtà della nostra scena alternativa. Questo perché il gruppo di Max Gallo e Victoriano Labanchi, che nel frattempo rinuncia a Christian Motta per acquistare la vocalist Eco, licenzia un nuovo lavoro solo in concomitanza di una necessità espressiva. Attesa ben riposta. Gli undici episodi dell’album sono un susseguirsi emozionante. Molto orientata verso l’introspezione, la musica dei Proteus 911 disegna paesaggi dell’anima, con un utilizzo volutamente ristretto di risorse: piano, chitarre, basso, batterie, voci.
I richiami alle altre vie italiane al post-rock restano immutati – Gatto Ciliegia, Giardini di Mirò – ma il trio calabrese ha trovato ormai una propria cifra, un marchio espressivo e sonoro. Basato forse su un portato sentimentale che qui esplode prepotentemente, dopo le algebriche alchimie del primo lavoro “Sinfonie dal mondo delle cose perse” e le esplosioni elettriche di “Apòkrifos”.
I brani di “Where Roses Fall…” sono delle mini-suite, virtualmente pronte per altrettante colonne sonore. “Sideral Distances” evolve verso un avvolgente romanticismo, “An Obscure Fragility” è espressionista, “Dresden-Berlin”, dapprima introdotta da un fraseggio minimalista insistente, plana su una forte componente melodico-evocativa, che rappresenta poi lo stigma prevalente dell’intero album. Ed è maggiormente rappresentata nella title track “Where Roses Fall”, aperta da un carillon e dedicata alla bellezza perduta del mondo.
È invece in memoria di Aldo Carotenuto “Il sacro”, nella quale le cellule melodiche si attorcigliano in un percorso quasi psicanalitico, con cori e bisbigli.
G.Veltri
LOST HIGHWAYS
Where Roses Fall – Proteus 911 By Gianluca Gentile on Jan 22, 2009
I Proteus 911 nascono nel lontano 1998. Sono passati ormai cinque anni dall’ultimo Apòkrifos. Ed eccoli tornare col nuovo Where roses fall. La loro è musica che evoca immagini. In tempi in cui dominano le tendenze orchestrali e folkloristiche, il loro è un post rock che nasce dalla semplicità, dal solo ausilio degli strumenti tipici della rock band: basso, batteria, chitarra, piano e voci. La ricerca sonora è ampia e minuziosa pur senza l’uso di eccessivi mezzi tecnici. Ogni suono è studiato per amalgamarsi in un tutt’uno, per trasportare i pensieri in libera associazione come quando di notte, stanco morto, ti stendi sul letto e apri le porte dell’inconscio. È un flusso ammaliante con una punta intrisa di inquietudine (An Obscure Fragility). Sideral Distances sa districarsi tra la melodia di chitarra che incide, intaglia linee semplici e memorabili. In Dresden-Berlin è il piano a intessere la melodia che si muove su un sottofondo rumoristico di chitarra che lentamente evolve in arpeggio. Melodia che cresce e si placa, sa insinuarsi sempre più nel cervello, sa prendere per mano i ricordi, richiamarli chiari, fulgidi, riportarti a tempi lontani; evocare il profumo di antico, di sacro (Il Sacro), l’arcano, i misteri oscuri e tetri. La voce di Eco è spesso sussurrata fino ad arrivare alla dilatazione. Sembra quella di una ninfa, una qualche dea della natura, pura, eterea ,onirica, lontana, di cui a stento si riconoscono le parole eppur così profonda, presente (Jilt Road). La Solitudine perfetta si nutre delle armonie solitarie di archi, chitarra e voce femminile mentre Tears of Evil, brano più lungo del disco, lascia la possibilità di smarrimento, dell’immersione e dell’abbandono tra i lenti e progressivi cambiamenti della melodia. Ma c’è anche la dolcezza candida ed evocativa del carillon che apre la title-track Where Roses Fall. The heart of the Winter rimane più sulle sue, meno avvolgente, meno dilatata ma più intima con la chitarra acustica che intona una melodia tremolante alla quale si aggiunge il basso in semplicità. In conclusione ancora la voce di Eco che danza su un tappeto di chitarre smorzate che giocano come violini (Mornings). Where roses fall è un disco romantico, malinconico, introspettivo, psicologico. Colpisce per il suo potere di astrarre. L’unica pecca è che a volte i brani danno l’impressione di essere troppo brevi, di non lasciare il tempo materiale al flusso di coscienza di svilupparsi, ramificarsi nelle sue intricate piaghe
RECENSIONI ONLINE LHOOQ
Il terzo album dei Proteus 911 potrebbe rivelarsi un ottimo compagno per l’autunno a venire. Ancora un luogo nascosto nel titolo dopo “Sinfonie dal mondo delle cose perse” e “Apòkrifos”; rispetto a quest’ultimo viene meno l’elemento percussivo/nevrotico/virile (l’uscita dal gruppo di Christian Motta) a favore dell’elemento melodico/etereo/femminile della voce di Eco.
La prima traccia è già una sorpresa, quasi lineare e piana, il cantato mi ricorda i La Crus (!).. sicuramente atipica rispetto al resto dell’album, pop - rock, ma non senza qualche spigolo.
Il Proteus style fa capolino alla numero 2 con un delicatissimo post curato nei suoni, e quanto è bella questa oscura fragilità, per parafrasare il titolo.
Alla 3 spunta un (finto?) synth più doppie voci e sembrano i ROCKsopp :) … dream-pop con assolo di slide, bel mix siderale e finale super grazie al rhodes.
Già si vola quando si passa a Dresden/Berlin, musica da colonna sonora, ché sembra di vedere scorrere il paesaggio dal finestrino del treno. È il piano qui a dettare i tempi con pochi tocchi delicati, c’è un’indolenza soft che si apre al mondo. Da brividi.
Il sacro è dub nei tempi, armonici, tra Cocteau Twins e Dead Can Dance, grande classe.
La 6 si fa ancora più dub/lounge con la vocina di Eco (azzeccatissimo nome d'arte) accattivante, sensuale e un finale onirico come certi Massive Attack senza elettronica.
Mentre Solitudine perfetta tiene fede al titolo: piccolo jingle acustico con testo in italiano sibillino e voce effettata tipo wave italiana: "Echi lontani".
Spazio quindi alla title-track che si apre con un carillon: andamento da amaca oscillante ..tocchi di piano (ottimo inserimento nel disco), Proteus superstar! Sinfonici.
Altra sorpresa con The heart of winter: i Calexico in Calabria? Anello di congiunzione con certe cose del deserto, anche un po’ morriconiana, Praja a mare si sposta in latitudine.
Alla 10 sembra di sentire i Massimo Volume più strumentali o i più recenti ¾ Had been eliminated… si tratta della suite più lunga con echi (europei) anche dei primi Pink Floyd, quelli delle colonne sonore per capirsi.
E il dubbio che siano calabresi e non nord-europei resta anche con l’ultima Mornings. Mah!
Se proprio bisogna usare il termine “post-rock” questo è un disco che dà ancora senso e lustro al termine e al genere stesso.
La batteria sembra suonata in acqua, le voci arrivare effettate chissà da dove (Eco); il piano scandisce le composizioni migliori e l’omaggio a Carotenuto chiarisce gli umori del disco:
“bellezza, sentimento, caducità”.
Si potrebbe dire che laddove Apokrifòs indagava zone d’ombra (sottotitolo: condizioni dell’animo) con una certa fisicità, Where roses fall si muove tra le pieghe nascoste, un po’ oscure, ma fascinose dei sentimenti più veri.
Come se l’aggressività di un incubo scaricasse e lasciasse spazio al sentire onirico.
Per quanto restino alcuni riferimenti: Leanan Sidhe, Bark Psychosis, Breathless (?)...e in Italia i Giardini sicuramente, la loro cifra è sempre più personale.
Fleurir ne suffit pas aux roses chiudeva il disco precedente lasciando intendere la strada a venire: una bella alchimia da cui aspettarsi tanto ancora.
Proteus 911 is a project born in 1998.
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The record debut occurred in 2000, by means of an Ep whose title is “ Sinfonie dal mondo delle cose perse”. This is a visionary and experimental mini-CD, freely inspired by the pictures of Brian Froud’s fairy-tales. It has been entirely performed on harmonic scales, and instruments are always used in an unconventional way; this CD completely embodies the band’s introspective inclination and its personal research, whose abundance of feeling is expressed – almost as a reaction- by bare and soft electro-acoustic interlacements, by magically diaphanous structures, by harmonic threads which, being so widened, appear as rarefied.
By means of this first work, Proteus 911 immediately gained the esteem and the admiration of musical critics; at the same time it got the approval of the public which has increased concert after concert.
Anyway, the talent of the band is already acknowledged also out of Italy. In fact, “ Sinfonie dal mondo delle cose perse” obtained a special promotion in some Londoner Virgin stores, as a consequence of certain broadcasts in London. ,
In Autumn 2002, the band gathered in studio in order to create its real first record work. Sounds were entrusted to Fabio Magistrali.
This time we assist again to a conceptual work in which music tries to transpose “ le condizioni dell’animo” but, differently from the previous Ep, the record is characterized by a very strong sound, lacerated by guitars that seem cutting blades, broken by violent dissonant scraps and atypical vocal interventions as well, that sorely try the listeners .. Apòkrifos has been showing its real essence in concerts but it has been widely praised by the press all the same, and it became one of the best debuts of 2003 (as it has been stated by the musical magazine Mucchio Selvaggio).
“Apòkrifos, although its complexity and its hardly accessible motives , is awarded second in the special prize dedicated to the best novice records: it defeats 300 records, more or less.”( Il Mucchio).
Some pieces of this last record were later on included in a special collection produced by the Wallace Records, as well as in various compilations like “Fragments” ( Psychotica Records).
Live and Performances: Proteus 911 shared the stage with SHELLAC, KARATE, R.E.M., DEVICS, TIROMANCINO, A SHORT APNEA, GIARDINI DI MIRO', SPARKLEHORSE, YUPPIE FLU, BAUSTELLE, FRANCOIS CAMBUZAT et L' ENFANCE ROUGE, ONE DIMENSIONAL MAN, MESMERICO, CANDIES, RED WORMS FARM, LOGAN, JOE LEMAN..and many others.
ITALIANO
Proteus 911 è un progetto nato nel 1998. ,
L’esordio discografico avviene nel 2000 con un Ep intitolato “Sinfonie dal mondo delle cose perse”.
Il mini-CD è un coacervo di sperimentazione e visionarietà, liberamente ispirato alle illustrazioni fiabesche di Brian Froud. Suonato interamente su scale armoniche, senza mai utilizzare gli strumenti in modo convenzionale, questo cd rappresenta pienamente l’inclinazione intimista della band e la sua personale ricerca, dove l’abbondanza di sentimento si traduce quasi per reazione in intrecci elettro-acustici scarni e sommessi, in strutture magicamente diafane, in trame armoniche dilatate fino alla rarefazione.
Grazie a questo primo lavoro i Proteus 911 guadagnano subito la stima dei critici musicali e di un pubblico sempre più numeroso nei concerti ma i riconoscimenti vanno oltre i confini nazionali. Il cd, infatti, ottiene una speciale promozione in alcuni Virgin stores londinesi, conseguenza di una serie di passaggi radiofonici nella capitale inglese. ,
Nell’autunno 2002 la band si chiude in studio per realizzare il suo primo lavoro discografico. I suoni vengono affidati nelle mani di Fabio Magistrali. Anche in questo caso ci si imbatte in un lavoro concettuale dove la musica tenta di tradurre “le condizioni dell’animo” ma al contrario del precedente Ep questo disco è spinto da un sound potentissimo, lacerato da chitarre taglienti come lame, spezzato da violenti inserti dissonanti e interventi vocali atipici che mettono a dura prova le orecchie dell’ascoltatore.. Apòkrifos trova la sua vera essenza durante i concerti ma viene ugualmente elogiato dalla stampa e diventa uno dei migliori esordi del 2003 (come riconosce la rivista musicale Mucchio Selvaggio).
“Apòkrifos, nonostante la sua complessità e la scarsa fruibilità musicale, si classifica al secondo posto nello speciale premio dedicato ai migliori dischi esordienti su oltre 300 esordi”(il Mucchio).
Alcuni brani del disco sono in seguito inseriti in una speciale raccolta prodotta dalla Wallace records nonché in diverse compilation tra cui citiamo “Fragments” (Psychotica Records).
LIVE: I Proteus 911 hanno condiviso il palco, tra gli altri, con SHELLAC, KARATE, R.E.M., DEVICS, TIROMANCINO, A SHORT APNEA, GIARDINI DI MIRO', SPARKLEHORSE, YUPPIE FLU, BAUSTELLE, FRANCOIS CAMBUZAT et LES ENFANCE ROUGE, ONE DIMENSIONAL MAN, MESMERICO, CANDIES, RED WORMS FARM, LOGAN, JOE LEMAN.
THE NEW ALBUM IS COMING SOON
Presentation of the new album:
PROTEUS 911 "Where roses fall.."
Recorded between November and March 2007 in Southern Italy, ‘Where Roses Fall’ is the third musical work of one of the most important band of the Italian indie scene. The album has been created by the minds of Massimiliano Gallo and Victoriano Maria Labanchi - Proteus 911 - who found in Eco the ideal type of element to complete the sound of the band and its line-up, entrusting lyrics and vocals to her.
It is with this line up that Where Roses Fall is composed, an album recorded without the help of expensive professional machines, but in which one can find the research of a unique and elaborate sound.
Indeed the prerogative of the album is a meticulous attention to the instruments and to the creation of a peculiar sound. Arrangements are the result of the perfect symbiosis between the three musicians: each one of them contributes in an essential way to the creation of the album.
‘Where Roses fall’ is a romantic and introspective album, suitable for those people who are interested in the unconscious language of music. To go deep into the nature of this album it is necessary to understand the imaginary universe that it holds, its symbolic character. Therefore, the title of the album is the reflection of this research. The Rose is the symbol of beauty, of finality, of absolute attainment. By means of its fall, Proteus 911 tell us about a world that disappears, a lost beauty, with the nostalgic decline of the “no return”, but at the same time they suggest us that only deep ourselves we can find the soul of this beauty and rejoin it.
Proteus 911’s works have always been aimed at a language which goes over the aesthetic of music, ‘they put their inner universe into music’, with a psychological alchemy that is always between dream and reality, light and shade. The tracks of the album have no politic or religious imprints, they get to the bottom of human soul, to its primordial fragility, into the dark side of the soul ‘where roses fall’.
Where Roses Fall
musicians and instruments played
Massimiliano Gallo: guitars, piano, rhodes, drums, vocals, lyrics, sound engineer
Victoriano Maria Labanchi: bass, acoustic fretless bass, guitars, lyrics
Eco: lyrics and vocals
Registrato tra Novembre e Marzo 2008 in un angolo di terra del Sud Italia, Where Roses Fall..é il terzo lavoro discografico di una delle band più importanti del panorama indie italiano. L’album è stato concepito dalla mente di Massimiliano Gallo e Victoriano Labanchi, i Proteus 911, che hanno trovato nella voce e nel talento di Eco l’elemento ideale da integrare nel sound del gruppo e nella formazione, affidando a lei testi e liriche dei brani.
Nasce con questa nuova formazione "Where Roses Fall..", un disco registrato senza l’ausilio di particolari mezzi tecnici, alla ricerca di un sound elaborato e originale. Prerogativa del disco è, infatti, una minuziosa attenzione al suono degli strumenti e alla costruzione di sonorità sempre personali. Gli arrangiamenti sono il frutto della perfetta simbiosi dei tre musicisti: ognuno ha contribuito in modo essenziale alla realizzazione del disco.
Where roses fall..é un album romantico, introspettivo, adatto a chi nella musica ricerca il suo linguaggio inconscio. Per entrare a fondo nella natura di questo disco è necessario, infatti, comprendere l’universo immaginario che esso contiene, il suo carattere simbolico. Il titolo dell’album è dunque lo specchio di questa ricerca. La rosa è essenzialmente un simbolo di bellezza, di finalità, di raggiungimento assoluto. Attraverso la sua caduta i Proteus 911 ci narrano di un mondo che scompare, di una bellezza perduta, con la decadenza nostalgica del "non ritorno", ma al tempo stesso ci dicono che è solo dentro di noi che possiamo ritrovare "l’anima" di questa bellezza e ricongiungerci ad essa.
I lavori dei Proteus 911 sono da sempre finalizzati ad un linguaggio che va ben oltre l’estetica musicale, "trasfondono nella musica un universo interiore", un’alchimia psicologica sempre in bilico tra sogno e realtà, tra luce e ombra. I brani di questo album non sono di impronta politica o religiosa , vanno dritti al fondo dell’animo umano, alla sua primordiale fragilità, in quel lato oscuro dell’essere.."dove cadono le rose".
Where roses fall
componenti e strumenti suonati
Massimiliano Gallo: chitarre,piano,piano rhodes, drums, voce,testi,sound engineer.
Victoriano Maria Labanchi:basso,basso acustico,chitarre e testi
Eco:voce e testi
Thank you for accepting our friend request!! Really appreciate it. Wish you an awesome thursday! Very best regards from Merlin’s Company! “Beware of the armadilloes whose dark shadows sweeps the streets”
Thanx a lot for the friendship! Keep up the good work! And let your soul be your pilot - today, tommorow, always! From Russia with love... MAX DMITRIEFF, singer & songwriter www.myspace.com/KatherinesFavorites
Saluti e grazie per la req, le atmosfere sono bellissime... Sopra di noi il buio affonda le mani rimestando parole, le nostre vite in sogno sono più vaste che fuori... Saluti dalle Alpi
when i'm in love i run to the sea an estuary she comes to me positively fancy, 12 roses when i fall i run like a river to the sea. starting, strong findin go ,i do(PPT) nt belong i fly away, to some other song i beg, my son, we cast no shadow under his skies aiming for love our bullets , fall short for what we, meant, life to be, so, following, in our true father's, footsteps we run like a river, to the sea see.see .see. you run like a river,to the sea. run,run,our son,, be the mountain be the breath be more,depth, run,from the sea,
ho incartato i ringraziamenti per la richiesta, ma non sapendo dove spedirli, li ho lasciati qui. dice che qualcuno passerà a prenderli. un suono direi "minimale" che mi piace molto. la voce mi ricorda molto una certa scena anni 80 che ho ascoltato e assunto per molto tempo. i miei più sinceri complimenti...